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Tempo di iscrizioni all'anno scolastico 2012-2013 |
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È stata una Circolare Ministeriale del 29 dicembre scorso a fissare le disposizioni relative alle iscrizioni nelle scuole di ogni ordine e grado, determinando la data conclusiva di tale operazione al 20 febbraio prossimo. Ne analizziamo le parti che direttamente e indirettamente riguardano gli alunni con disabilità
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Vita Indipendente e ISEE: il nuovo contesto del welfare |
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La crisi mondiale e italiana, i pericoli di un costante peggioramento, nel nostro Paese, per la situazione delle persone con disabilità, con l'inaccettabile prospettiva di un ulteriore regresso del welfare: vertono su questo e su molto altro ancora le analisi e le proposte di ENIL Italia (European Network on Independent Living), il cui ampio approfondimento si conclude dichiarando di volersi muovere «dalla Costituzione Repubblicana, giustapposta alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e di voler impegnare tutte le proprie energie, per impedire che diventino reali gli scenari più cupi»
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(Intervista a Luca Pascotto*)
Presentiamo una nostra intervista in esclusiva con Luca Pascotto, direttore del settore "Mobilità" nell'Ufficio Europeo della FIA (Fédération Internationale de l'Automobile), facendo seguito all'intervista a Bert Morris, responsabile del progetto del sito internet "Fiadisabledtravellers", da noi pubblicato nel dicembre scorso. Il sito che fornisce indicazioni sulla regolamentazione nazionale dei permessi per la circolazione delle auto delle persone con disabilità è infatti uno strumento importante finché non si otterrà l'omologazione internazionale del contrassegno
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Riforma Isee, "fondato timore di danni ai disabili". Fand e Fish chiedono incontro a Fornero |
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Le due federazioni formalizzano la richiesta di incontro con il ministro del Welfare Elsa Fornero sulle modalità concrete della riforma dell'Isee prevista dalla manovra "Salva-Italia": "C'è il fondato timore che moltissime prestazioni assistenziali siano a rischio". Il governo prepara un apposito decreto ROMA - C'è il "fondato timore che moltissime prestazioni assistenziali siano a rischio". Le due principali federazioni che uniscono le associazioni delle persone con disabilità, la Fand e la Fish, hanno ufficialmente richiesto al Ministro delle politiche sociali, Elsa Fornero, un "urgente incontro per tentare di scongiurare le peggiori ipotesi e i conseguenti danni per centinaia di migliaia di persone con disabilità e per le loro famiglie". Lo comunica una nota congiunta. Il motivo del contendere è - come noto - la manovra cosiddetta "salva-Italia", convertita dal Parlamento nella legge 214/2011. All'articolo 5 si parla dell'Isee, cioè allo strumento usato finora per stabilire l'accesso ad alcune prestazioni sociali agevolate. La nuova legge - spiegano Fand e Fish - stabilisce che l'Isee potrà essere applicato anche alle agevolazioni fiscali e alla concessione delle provvidenze assistenziali (quindi anche alle pensioni di invalidità civile e alle pensioni sociali): a chi supererà la soglia stabilita da un apposito decreto non verranno più riconosciuti benefici fiscali, servizi sociali agevolati, prestazioni assistenziali". "L'intento espresso - notano le federazioni - ricorda molto alcuni elementi già presenti nel disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale presentata a suo tempo da Tremonti e stigmatizzata dai più in sede di discussione alla Camera: infatti, dal dettato dell'art. 5 si evince che non dovranno esserci maggiori oneri per la finanza pubblica, anzi, dovranno generarsi risparmi grazie alla nuova disciplina dell'Isee". Fand e Fish precisano comunque che "i criteri, le modalità, gli ambiti applicativi devono essere ancora stabiliti da un apposito decreto che fonti governative dichiarano di urgente e celere definizione". Per scongiurare che l'applicazione porti danni alle persone con disabilità e alle loro famiglie, le federazioni hanno dunque chiesto un incontro con il ministro Fornero. Già nelle settimane passate erano state espresse forti perplessità sulle conseguenze della riforma dell'Isee. (4 gennaio 2012)
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Ricorsi in materia di invalidità: cambiano le procedure |
In vigore dal 1 gennaio 2012, le nuove modalità di ricorso per invalidità civile, cecità e sordità, così come pensione di inabilità e assegno ordinario di invalidità. Introdotto un nuovo articolo nel Codice di procedura Civile: obbligatorio l'accertamento tecnico preventivo. Obiettivo: facilitare la mediazione. Ma non tutto è chiaro: oltre 500mila i ricorsi dal 2009 a oggi
ROMA - E' entrato in vigore il primo dell'anno il nuovo iter procedurale relativo ai ricorsi in materia di invalidità, sia civile che pensionabile: non più facoltà di ricorsi giudiziali, ma obbligo di accertamenti tecnici preventivi. Ovvero, verifiche delle "condizioni sanitarie addotte a sostegno delle pretese che si intendono far valere in giudizio". Scopo del provvedimento: arrivare a pronte mediazioni tra ricorrenti senza passare per il Tribunale. Sono infatti oltre 500mila i ricorsi che, dal 2009 a oggi, interessano l'invalidità civile.
Pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale numero n. 171 del 25 luglio 2011, il nuovo iter è contenuto nel decreto legge 6 luglio 2011 n.98, convertito con modificazioni dalla legge n.111 del 15 luglio 2011. "Tra le disposizioni che riguardano l'Inps - si legge nella circolare Inps n. 168 del 30 dicembre 2011 - particolare interesse assume l'articolo 38, in materia di contenzioso previdenziale e assistenziale, che prevede, tra l'altro, l'accertamento tecnico preventivo obbligatorio con l'introduzione dell'art. 445 bis del codice di procedura civile". Dall'applicazione della normativa derivano per l'Istituto innovazioni importanti delle procedure relative al contenzioso in materia di invalidità, sia civile sia pensionabile. Infatti, il nuovo articolo n.445 bis del codice di procedura civile "sancisce per le controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità e per quelle relative alle prestazioni di cui agli artt. 1 e 2 della legge n. 222/84, l'obbligatorietà dell'accertamento tecnico preventivo ai fini della verifica delle condizioni sanitarie addotte a sostegno delle pretese che si intendono far valere in giudizio. Ne consegue che l'espletamento del suddetto accertamento diventa condizione di procedibilità della domanda medesima ai fini del riconoscimento in giudizio dei diritti in materia di invalidità".
Il nuovo iter riguarda dunque tutti i futuri contenziosi giudiziari relativi a invalidità civile, cecità, sordità, ma anche pensioni di inabilità e di invalidità "pensionabile", ovvero quelle pensioni riconosciute a lavoratori divenuti disabili totali o parziali nel corso della loro vita lavorativa o aggravati, se già disabili, al momento dell'assunzione. Il nuovo articolo introdotto, infatti, sancisce che è obbligatorio l'accertamento tecnico preventivo. Ovvero, la norma stabilisce che chiunque intenda proporre in giudizio domande per il riconoscimento dei propri diritti, non deve fare ricorso, ma presentare in primis un'istanza di accertamento tecnico preventivo e depositarla presso la cancelleria del Tribunale di residenza. Con questo atto, si chiede in sostanza di verificare preventivamente le condizioni sanitarie che possano o meno legittimare la richiesta di ricorso.
Preso atto che il nuovo iter concepisce l'accertamento tecnico preventivo come condizione obbligatoria di procedibilità della domanda di ricorso, si deve poi sottolineare che l'improcedibilità deve essere rilevata non oltre la prima udienza dal consulente tecnico dell'ufficio (Ctu). E' il giudice a procedere poi secondo le disposizioni delle consulenza tecnica, intimando o meno l'erogazione delle prestazioni dovute. Senza accertamento tecnico preventivo, il Giudice non procede. In caso di contestazione della decisione del Ctu, si ha tempo 30 giorni per un ricorso introduttivo del giudizio in merito, specificando però i motivi della contestazione: inappellabile tuttavia il giudizio. In assenza di contestazione, invece, il giudice omologa con decreto l'accertamento del requisito sanitario presentato nella relazione del consulente. A quel punto, gli organi competenti hanno fino a 120 giorni per il pagamento delle prestazioni dovute. (eb)
(3 gennaio 2012)
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Incursioni nell'Italia dell'inaccessibilità |
Grazie a un prezioso "inviato speciale" come Michele Lafortezza, persona con disabilità, ma soprattutto artista e "lottatore" di lunga data contro tutte le barriere e le discriminazioni, abbiamo la possibilità di presentare alcuni veri e propri "dossier di accessibilità ignorata, il primo dei quali riguarda un piccolo, splendido centro della Valle d'Aosta, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove purtroppo è un dato di fatto la mancata applicazione delle varie leggi sull'accessibilità, per tanti diversi aspetti
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Ricorsi in materia di invalidità: cambiano le procedure |
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In vigore dal 1 gennaio 2012, le nuove modalità di ricorso per invalidità civile, cecità e sordità, così come pensione di inabilità e assegno ordinario di invalidità. Introdotto un nuovo articolo nel Codice di procedura Civile: obbligatorio l'accertamento tecnico preventivo. Obiettivo: facilitare la mediazione. Ma non tutto è chiaro: oltre 500mila i ricorsi dal 2009 a oggi ROMA - E' entrato in vigore il primo dell'anno il nuovo iter procedurale relativo ai ricorsi in materia di invalidità, sia civile che pensionabile: non più facoltà di ricorsi giudiziali, ma obbligo di accertamenti tecnici preventivi. Ovvero, verifiche delle "condizioni sanitarie addotte a sostegno delle pretese che si intendono far valere in giudizio". Scopo del provvedimento: arrivare a pronte mediazioni tra ricorrenti senza passare per il Tribunale. Sono infatti oltre 500mila i ricorsi che, dal 2009 a oggi, interessano l'invalidità civile.
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Stiamo costruendo una web radio insieme a giovani con disabilità fisica |
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Il progetto nasce dalla UILDM Laziale (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e si rivolge appunto a giovani con disabilità fisica e/o motoria, per creare una redazione i cui componenti diventino soggetti attivi, capaci di una lettura critica dell'informazione e in grado anche di produrla, con gli strumenti e le modalità più adatti sulle stesse tematiche che li riguardano direttamente. La domanda di partecipazione all'iniziativa può essere inviata entro il 9 gennaio prossimo
«Vogliamo sostenere la partecipazione attiva di giovani con disabilità fisica attraverso un percorso di educazione e utilizzo consapevole dei media»: questo l'intento della UILDM Laziale (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), che per sostanziare tale progetto, intende dunque formare una redazione di giovani con disabilità fisica e motoria, per dare vita a una vera e propria "UILDM web radio". «Attraverso la possibilità di produrre comunicazione tramite la radio - spiegano dall'associazione romana - è possibile attivare un percorso di trasformazione dall'essere "soggetti passivi" al divenire protagonisti e soggetti attivi, capaci di una lettura critica dell'informazione e in grado anche di produrla, con gli strumenti e le modalità più adatti anche su tematiche che li riguardano direttamente».
L'iniziativa si articolerà dunque innanzitutto su un corso di formazione con RadioSpeaker.it, dove i partecipanti potranno imparare a produrre, a condurre e a gestire trasmissioni radiofoniche, insieme a Giorgio D'Ecclesia - conduttore radiofonico presso RDS Roma - oltreché su incontri e riunioni di redazione in cui verranno progettati e realizzati i programmi della UILDM web radio. «Avremo bisogno di tanti ruoli - aggiungono dalla UILDM Laziale, oltre a ricordare che per questioni pratiche il progetto è rivolto esclusivamente a giovani con disabilità fisiche e/o motorie -: dagli speaker ai tecnici di regia, dagli scrittori agli aspiranti redattori». Per inviare dunque la propria domanda di partecipazione, con allegata lettera di motivazione, c'è tempo fino al 9 gennaio 2012. (S.B.)
Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa UILDM Laziale, Via Prospero Santacroce, 5, 00167 Roma, tel. 06 6640439,
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Amministrazioni pubbliche: nascerà il certificato unico per disabili |
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È una piccola rivoluzione nella vita quotidiana dei cittadini. Il completamento di una battaglia portata avanti da Renato Brunetta tra resistenze di carattere culturale e organizzativo, e ora definitivamente attuata da Filippo Patroni Griffi, il suo successore alla Pubblica amministrazione, oltre che suo ex capo di Gabinetto. «Dal primo gennaio diamo attuazione, grazie a una direttiva che abbiamo appena emanato, a una legge già approvata» annuncia Patroni Griffi. «Le amministrazioni saranno obbligate a non consegnare più certificati inutili ai cittadini. In pratica saranno consegnati solo certificati per le attività private. Quelli che un cittadino doveva consegnare alle varie amministrazioni per una pratica saranno le amministrazioni stesse a doversele cercare». Gli uffici pubblici, pertanto, da lunedì avranno solo due opzioni: acquisire d’ufficio dati e informazioni sui cittadini o accettare le autocertificazioni. Ma non potranno più scaricare l’onere sul richiedente. E chi continuerà a farlo rischierà di vedersi contestare la violazione dei doveri d’ufficio. Le nuove norme hanno come obiettivo la completa «de-certificazione» del rapporto tra Pubblica amministrazione e cittadini, un passaggio verso quella semplificazione fotografata a suo tempo da Brunetta come «una delle vitamine per la crescita del Paese». Come spiega la direttiva emanata da Patroni Griffi, l’attuazione della norma richiederà un profondo cambiamento nei comportamenti quotidiani delle amministrazioni. Per questo il Dipartimento della Funzione pubblica provvederà, anche attraverso l’ispettorato, a monitorarne la effettiva applicazione. Sui documenti dovrà essere obbligatoriamente inserita la seguente avvertenza: «Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi». Una dicitura essenziale per la validità stessa del certificato, in assenza della quale, oltre alla nullità del documento, potranno scattare pesanti sanzioni per il dipendente pubblico responsabile. Inoltre le pubbliche amministrazioni potranno acquisire senza oneri le informazioni necessarie per effettuare i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni e per l’acquisizione d’ufficio, con qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro fonte di provenienza. «L’idea di fondo del governo - spiega al Messaggero Patroni Griffi - è quella di fare in modo che la pubblica amministrazione non sia più la palla al piede dell’Italia ma ne diventi un volano della competitività». Si comincerà dunque col «pacchetto semplificazioni» che prevede ad esempio «il coordinamento dei controlli pubblici sulle imprese. Fisco e ispettorato del lavoro dovranno evitare di visitare le aziende uno per volta. Ancora: semplificheremo alcune procedure sugli appalti». Nascerà, annuncia, «il certificato unico per i disabili con il quale potranno parlare tutte le amministrazioni pubbliche». L’obiettivo è chiaro ed è coerente con quello del suo predecessore: «Per riavviare la crescita bisogna ristrutturare lo Stato con criteri manageriali, simili a quelli di un’azienda» Bisognerà naturalmente verificare quale tipo di accoglienza riserveranno i sindacati della Pubblica amministrazione a queste iniziative. I toni appaiono più concilianti rispetto a quelli riservati a Renato Brunetta ma nelle pieghe delle prime reazioni si nascondono alcune perplessità. «Da Patroni Griffi arrivano alcune proposte di buonsenso ma che in certi casi non sembrano tener conto della realtà» commenta Rossana Dettori, segretaria generale Fp-Cgil. «Sulla riduzione dei certificati chiediamo che si facciano le dovute differenze. È giusto non vessare i cittadini richiedendo certificazioni e informazioni che potrebbero essere scambiate tra gli enti pubblici o reperite nei database ma sul tema del controllo di legalità, penso alla certificazione antimafia, non possiamo permetterci arretramenti, visto il livello allarmante di corruzione». Patroni Griffi, comunque, ha già messo in cantiere per il 13 gennaio un faccia a faccia con le organizzazioni sindacali del pubblico impiego. E sarà in quell’occasione che i primi nodi verranno al pettine. Fonte: ilgiornale.it - m.p. Segnalato da: Informa disAbile |
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Destinato agli studenti di scienze informatiche con disabilità |
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L'iniziativa parte da Google Europa e riguarda gli studenti con disabilità impegnati nel settore delle scienze informatiche. Si tratta di un'interessante opportunità - che non ci sembra abbia avuto finora la meritata visibilità - e che consentirà ai candidati selezionati di ricevere una borsa di studio di 7.000 euro per l'Anno Accademico 2012-2013
Ben volentieri diamo visibilità all'interessante opportunità offerta da Google Europa agli studenti con disabilità che seguono un corso universitario nel settore delle scienze informatiche presso un'Ateneo dell'Unione Europea. «Si tratta - leggiamo nello specifico sito dedicato all'iniziativa - di alcune borse di studio volute per aiutare ad abbattere le barriere che impediscono agli studenti con disabilità di frequentare i corsi di studio informatici, oltreché per incoraggiarli ad eccellere e a diventare "modelli" e "leader" nella creazione di nuove tecnologie». Vediamo dunque quali devono essere i requisiti per la partecipazione, aperta sino al 1° febbraio 2012. In sostanza i candidati devono essere all'anno finale di un corso universitario triennale (laurea breve) oppure iscritti a un programma di master o a un dottorato di ricerca, per l'anno 2012-2013, sempre presso un'Università dell'Unione Europea. Altri requisiti riguardano la cittadinanza e la residenza, ma in ogni caso tutto è specificato con chiarezza (in lingua inglese) nella pagina allestita da Google Europa. I candidati selezionati riceveranno una borsa di studio di 7.000 euro per l'Anno Accademico 2012-2013 e nel giugno del prossimo anno verranno anche invitati nell' Ufficio Europeo di Google, per una visita interamente a spese dell'organizzazione. (S.B.)
Ringraziamo Simone Borsci per la segnalazione.
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Che nel 2012 nessuno dimentichi mai questi princìpi |
Sono i princìpi contenuti nel "Preambolo" della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che dall'inizio del 2009 è anche Legge dello Stato Italiano, con i quali auguriamo a tutti i nostri Lettori un nuovo anno nel segno di un maggiore rispetto dei diritti umani di tutti e con qualche buona notizia in più, rispetto al 2011, per le persone con disabilità e le loro famiglie
Per porgere a tutti i nostri Lettori l'Augurio di un 2012 maggiormente rispettoso dei diritti umani e con qualche buona notizia in più per le persone con disabilità e le loro famiglie, riproponiamo il testo integrale del Preambolo e i titoli dei cinquanta Articoli della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che - com'è ben noto - è anche Legge dello Stato Italiano dal principio del 2009 (Legge 18/09). Cogliamo anche l'occasione per pubblicare in calce l'elenco completo dei Paesi che hanno finora ratificato il Trattato e il Protocollo Opzionale di esso. La nostra redazione ridurrà nei prossimi giorni il proprio impegno. Le pubblicazioni riprenderanno regolarmente dal 9 gennaio prossimo.
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Gita scolastica negata a un bambino disabile - Interviene l'Associazione Carrozzine Determinate Abru |
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PESCARA. La scuola organizza una giornata per assistere a uno spettacolo teatrale, tutti i bambini vanno regolarmente con il pulmino, tranne uno che deve essere accompagnato dai genitori. Non per una punizione a causa di una nota, ma perché convive con una disabilità. È quanto successo nella scuola di Via Gioberti. «Per questa mattina - spiega il presidente dell'associazione Carrozzine determinate Claudio Ferrante, che ha raccolto la segnalazione della famiglia del bambino - tutti i ragazzi che frequentano quella scuola andranno all'auditorium De Cecco con mezzi comunali, un bambino che convive con la tetraparesi spastica no. Ai suoi genitori è stata fatta una richiesta particolare. Non solo quella di accompagnare il figlio all'auditorium, ma anche di restare tutto il tempo dello spettacolo perché non conoscendo il luogo vogliono l'assistenza di un famigliare per qualunque necessità ». I genitori del bambino, che frequenta la prima elementare, lavorano entrambi. Difficile adattarsi a questa richiesta. Il papà li accompagnerà e hanno chiesto a una baby sitter di restare le ore necessarie, ma trovano assurdo quanto successo e hanno deciso di rivolgersi all'associazione Carrozzine determinate di cui fanno parte per denunciare l'accaduto. «Una scuola - ha aggiunto Ferrante - quando organizza gite o eventi deve adottare comportamenti che non siano discriminatori. Questa è una discriminazione diretta come sancisce la legge, ed è inoltre una violazione deidiritti umani ribadita dalla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ma al di là degli articoli è umanamente inconcepibile che nel 2011 accadano queste cose. La scuola deve fare sopralluoghi prima, conoscere il posto dove andranno i ragazzi e garantire a tutti la possibilità di accedervi». Sulla richiesta della pres enza di un famigliare tutto il tempo Ferrante è chiaro: «È assurda, anche questo è un fattore discriminante. Tutti i bambini senza genitori, tranne uno. Questi episodi non devono accadere». di Evelina Frisa Fonte: ilcentro.gelocal.it 15/12/2011 |
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Montesilvano - PAROLE NEL BUIO – UNO SGUARDO ATTRAVERSO GLI OCCHI DELLA MENTE |
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SABATO 3 DICEMBRE ORE 17 PALAZZO BALDONI In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre, istituita nel 1981 in concomitanza con l'Anno Internazionale delle Persone Disabili, l’Amministrazione comunale di Montesilvano ha organizzato con l’associazione Caos, per sabato 3 dicembre alle ore 17 presso la Sala Di Giacomo di Palazzo Baldoni, la manifestazione: “Parole nel buio – uno sguardo attraverso gli occhi della mente”, organizzata con l’Associazione CAOS sabato alle ore 17 presso la Sala Di Giacomo di Palazzo Baldoni, proponendo l’esperienza sensoriale dell’ascolto al buio: quando la promozione letteraria è strumentale alla divulgazione di tematiche sociali. La giornata del 3 dicembre è l'occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica ai concetti di dignità, diritti e benessere delle persone disabili, accrescendo la consapevolezza dei benefici che derivano dall'integrazione delle disabilità in ogni aspetto della vita sociale. All’interno della giornata interverrà lo scrittore, attore e autore teatrale Francesco Carofiglio e, contestualmente alla presentazione del suo ultimo romanzo “Radiopirata”, propone un’iniziativa socio-culturale di sensibilizzazione e riflessione sulla condizione del non vedente, attraverso l’esperienza sensoriale di un reading letterario durante il quale il pubblico, bendato, potrà sperimentare un approccio alternativo al testo, grazie all’attivazione di canali sensoriali e processi mentali compensativi. L’evento, che si svolge in collaborazione con l’Associazione di promozione sociale e culturale “E20 sociali – laboratori sensoriali” di Sulmona, è aperto a tutti e si articola in due fasi, una prima riservata a coloro che vorranno partecipare all’esperienza sensoriale dell’ “ascolto al buio”, durante il quale si esibirà alla chitarra un musicista locale, Simone Agostini, per l’accompagnamento - musicale ed emotivo - degli attori durante la lettura di brani tratti da “Radiopirata”. Le emozioni che il testo vuole trasmettere saranno quindi veicolate solo attraverso le voci narranti e la musica. In sala, inoltre, sarà disponibile un servizio di supporto psicologico, ove richiesto o qualora se ne ravvisasse la necessità. Seguirà la presentazione del romanzo e si raccoglieranno le testimonianze delle associazioni di non vedenti e le impressioni dei partecipanti. L’evento, patrocinato dal Comune di Montesilvano e realizzato con la collaborazione dell’Ufficio DisAbili e dell’Assessorato alla Disabilità, è gratuito. Per motivi organizzativi, per la partecipazione all’esperienza sensoriale è preferibile la prenotazione ed è raccomandata la puntualità. Coloro che non si saranno prenotati potranno partecipare fino a esaurimento dei posti a disposizione. La presentazione letteraria è invece aperta a tutti e non necessita di prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’Associazione CAOS (
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) o l’Ufficio DisAbili (
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) tel. 0854481364 – 0854481521 per ulteriori informazioni visitare il sito www.ufficiodisabili.it
Montesilvano, 30 Novembre 2011 Ufficio Stampa
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Quando la goccia scava: il Torino Film Festival è quasi del tutto accessibile |
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Le proteste delle persone con disabilità erano incominciate già nel 2009 e quest'anno la ventinovesima edizione del Torino Film Festival, uno dei "fiori all'occhiello" delle manifestazioni culturali e artistiche piemontesi, in programma dal 25 novembre al 3 dicembre, si terrà in sale quasi tutte accessibili alle persone con disabilità. Un risultato certamente degno di nota. Per completarlo, manca solo ancora un piccolo passo
«Nel 2009 - ci segnala soddisfatta Carla Castagna, componente del Consiglio Direttivo del Coordinamento Paratetraplegici del Piemonte e di quello della FAIP (Federazione Associazioni Italiane Parateraplegici) - avevamo sollevato il problema dell' inaccessibilità del Torino Film Festival, ciò che aveva portato anche a un'interpellanza presentata da una consigliera comunale. Successivamente, nel 2010, le proiezioni dell'evento erano state mantenute in alcune sale non accessibili, ma per lo meno segnalando quali. Finalmente quest'anno, ci siamo quasi!». Avevamo riferito anche noi, nel 2009, della denuncia di Carla Castagna e Piergiuseppe De Vecchi - curatore del Coordinamento online, Voce in Rete del Coordinamento Paratetraplegici del Piemonte - che aveva portato alla successiva interpellanza dell'allora consigliera comunale di Torino Monica Cerruti (se ne legga cliccando qui e qui). Oggi dunque, dopo tanto impegno, si può confermare che la ventinovesima edizione del Torino Film Festival, uno dei "fiori all'occhiello" delle manifestazioni culturali e artistiche piemontesi, prevista dal 25 novembre al 3 dicembre prossimi, si terrà quasi interamente presso sale accessibili alle persone con disabilità. Lo saranno infatti quelle della Multisala Cinema Massimo (Via Verdi, 18) e quelle della Multisala Greenwich Village (Via Po, 30), oltre alla 1, 2 e 3 della Multisala Reposi (Via XX Settembre, 15). Permane invece l' inaccessibilità delle sale 4 e 5 di quest'ultima struttura, ma il risultato è certamente degno di nota e per completarlo manca ormai solo un piccolo passo. (S.B.)
Per tutte le informazioni inerenti il ventinovesimo Torino Film Festival (25 novembre-3 dicembre), accedere al sito dell'evento, cliccando qui
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Marche, il Tar: "Trasporto scolastico dell'alunno disabile, obbligo per il comune" |
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Succede in provincia di Pesaro: alla mamma lavoratrice di un'allieva disabile era stato concesso un contributo economico che non risolveva però la sua difficoltà ad accompagnare personalmente la figlia a scuola. Il Tar le dà ragione: "Avviare il servizio"
PESARO - Invece del servizio di trasporto scolastico con il quale far arrivare a scuola la figlia disabile, il comune le aveva dato un semplice contributo economico, non risolvendo però il suo problema di mamma lavoratrice impossibilitata ad accompagnare la figlia a scuola. Convinta di essersi vista negare un diritto, ha fatto ricorso al Tar, che ora le ha dato ragione, affermando che il Comune non può trincerarsi dietro difficoltà operative e che il servizio deve avere la priorità perché destinato a persone svantaggiate, le cui esigenze si fondano sugli articoli 2 e 3 della Costituzione. Il fatto è accaduto in un piccolo comune della provincia di Pesaro - Urbino ed è stato reso noto dalla Consigliera di parità della Provincia Maria Luisa Carobbio.
"Sento il dovere di dare visibilità a questa sentenza - evidenzia la Consigliera di parità della Provincia Maria Luisa Carobbio - poiché riguarda una ‘mamma lavoratrice', con figlia minore con disabilità. Di fronte alla delibera del proprio Comune, che per il periodo aprile/giugno prevedeva un contributo di 10 euro al giorno per studenti disabili che necessitano di assistenza al trasporto e di 15 euro per quelli con disabilità motorie che impediscono l'utilizzo dei mezzi pubblici, la mamma ha fatto valere quella parità di trattamento che è alla base di ogni azione antidiscriminatoria".
"Come evidenzia la sentenza - prosegue la consigliera - il Comune non può trincerarsi dietro difficoltà operative, visto che il servizio è destinato a persone svantaggiate, le cui esigenze hanno la priorità in base al principio solidaristico indicato agli articoli 2 e 3 della Costituzione. Prendendo in considerazione anche le giustificazioni del Comune, che ha avanzato problematiche organizzative indubbiamente presenti per un ente di ridotte dimensioni, il Tar ha previsto che alla soluzione del problema concorrano la Provincia o l'Ambito Sociale a cui appartiene il Comune, oltre che la Regione per gli aspetti finanziari, secondo l'art.12 della legge regionale 18/1996".
Il Tribunale amministrativo regionale ha pronunciato una sentenza per l'annullamento della delibera di giunta con cui il comune aveva previsto il contributo al posto del servizio e lo ha condannato ad attivare il servizio pubblico a domanda individuale. Inoltre il Tar ha fissato la data per la trattazione della domanda risarcitoria. "Una sentenza molto importante - conclude la Carobbio - perché fissa responsabilità istituzionali in ordine all'obbligo delle pubbliche amministrazioni di fornire parità di trattamento nell'accesso alla scuola di studenti disabili, sollevando le famiglie e, nel caso specifico, una mamma lavoratrice e sola, dalla faticosa organizzazione del trasporto".
(23 novembre 2011) |
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Importante successo dell'Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo - Inaugurato il nuovo ascensore |
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PESCARA. Con l'inaugurazione di un ascensore idraulico di ultima generazione, riservato ai cittadini diversamente abili o con difficoltà motorie è partito ieri il progetto comunale «Pescara città accessibile», un programma di interventi che interesserà piazza Italia, dove in vista della pedonalizzazione, saranno individuati percorsi dedicati per carrozzine, in grado di collegare Comune e Provincia. Presenti l'assessore alle Politiche sociali, Guido Cerolini Forlini e Claudio Ferrante di Carrozzine determinate. Oltre all'ascensore, costato 20 mila euro che sostituisce la vecchia pedana elevatrice del 1986, saranno adeguati anche gli accessi agli uffici comunali. Il progetto è conseguente alla protesta di un anno fa delle associazioni disabili, che parlarono di Pescara come città prigione. clicca qui per vedere il video clicca qui per saperne di piu' in allegato l'articolo Fonte: Il Centro |
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Il Tar dice ''sì'' alla continuità didattica |
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PALERMO. Riconosciuto il diritto di un minore disabile (autistico) alla continuità educativo-didattica. Lo ha deciso, con una sentenza del 13 ottobre scorso, il Tar di Palermo che ha accolto le richieste della madre del ragazzo. La vicenda ha inizio quando, al temine dell'anno scolastico 2009-2010, la madre, con apposita istanza, chiedeva all'amministrazione scolastica di garantire al minore, anche per l'anno scolastico successivo, la continuità educativo-didattica con la stessa insegnante di sostegno ovvero, solo nel caso di comprovata ed oggettiva indisponibilità di quest'ultima, con altra insegnante anch'essa in possesso di specifiche esperienze e competenze in materia di autismo (e in particolare con competenze in materia di comunicazione per scambio di simboli). L'Ufficio scolastico provinciale ha rigettato l'istanza sostenendo che l'esigenza di continuità didattica non potesse essere soddisfatta dovend o l'amministrazione, in sede di assegnazione degli insegnanti di sostegno, tenere conto esclusivamente del diritto di graduatoria ossia del punteggio vantato da ciascun insegnante. Avverso tale provvedimento la mamma del ragazzo, rappresentata e difesa dall'avvocato Giuseppe Impiduglia, ha propoto ricorso innanzi al Tar, evidenziando che l'individuazione dell'insegnante di sostegno da assegnare al minore non potesse avvenire esclusivamente sulla base del diritto di graduatoria sussistendo in capo all'amministrazione scolastica l'obbligo di realizzare un effettivo contemperamento tra la piena realizzazione del diritto allo studio del disabile ed il diritto di graduatoria. Il Tar, accogliendo il ricorso, ha annullato il provvedimento dell'amministrazione scolastica giacchè la stessa «nell'ambito delle opportunità didattiche offerte dal diritto di graduatoria degli aspiranti insegnanti di sostegno» non ha provveduto «a garantire al minore la piena realizzazione del proprio diritto allo studio». Fonte: La Sicilia 04/11/2011 |
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A Teramo, dove purtroppo la Vita Indipendente è ancora un'eccezione |
E ben lo ha dimostrato, ad esempio, la totale assenza di Sindaci ed Enti della Provincia – pur regolarmente invitati - all’utile incontro organizzato il 29 ottobre nella città abruzzese, per parlare di come l'assistenza personale autogestita potrebbe essere realmente d'aiuto alle persone con grave disabilità e fare risparmiare anche denaro alle Istituzioni
Ma che cos'è esattamente un Movimento per la Vita Indipendente? A spiegarlo il 29 ottobre presso la Sala Consiliare del Comune di Teramo - durante un incontro curato dalla locale Associazione A Ruota Libera, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato Provinciale - vi erano Nicolino Di Domenica, responsabile del Movimento per la Vita Indipendente dell'Abruzzo e vicepresidente dell'AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) di Lanciano (Chieti), Rossella Travaglini, responsabile dell'Ufficio di Piano dell'Ambito Sociale abruzzese EAS Aventino n. 20 e Camillo Gelsumini, presidente della UILDM di Pescara (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), oltreché responsabile dello Sportello Disabilità e Accessibilità della Provincia pescarese (si legga nel nostro sito la presentazione dell'incontro cliccando qui).
In linea generale si può dire che nella Provincia di Teramo il sistema dell'assistenza alle persone con disabilità venga attualmente regolamentato dagli enti istituzionali locali attraverso appalti a cooperative per la gestione dei servizi, con risultati a dir poco deludenti. I beneficiari, infatti, oltre a dover convivere con le loro problematiche invalidanti, si ritrovano ad essere letteralmente "gestiti da terzi", con l'imposizione degli orari e dei modi, da parte degli operatori, senza che i diretti interessati possano in qualche modo riappropriarsi del loro diritto di essere persone e non semplicemente "utenti". Il Movimento per la Vita Indipendente mira quindi all'assistenza personale autogestita, ove non siano più la politica e l'amministrazione a valutare i bisogni della persona con disabilità e ad essere datori di lavoro degli operatori assistenziali, ma sia il disabile stesso a scegliere il proprio "dipendente". Chi meglio di lui, infatti, è a conoscenza dei propri bisogni?
Durante l'incontro, Di Domenica ha spiegato che il movimento nacque negli anni Sessanta in California e successivamente venne esportato e attuato in Europa da Paesi come Svezia e Danimarca. Solo alla fine degli anni Ottanta esso giunse in Italia, affermandosi ad esempio in Regioni come il Veneto. «Noi però siamo al Centro-Sud, ove si spendono tanti soldi, mentre ai disabili resta ben poco», ha denunciato Di Domenica, dichiarandosi anche molto rammaricato per l'assenza dell'assessore regionale alle Politiche Sociali Paolo Gatti, con il quale si sarebbe dovuto decidere, già nel mese di settembre, il cammino di una legge regionale per la Vita Indipendente. «Ma ad oggi - ha sottolineato - ancora nulla è stato fatto». Nell'intervento successivo, Rossella Travaglini, promotrice di alcuni ottimi progetti, in linea con la Vita Indipendente, ha raccontato come, attraverso l'attuazione dell'assistenza personale autogestita, si possa risparmiare denaro ed essere realmente d'aiuto, testimoniando due casi specifici nei quali le persone con disabilità hanno scelto direttamente il personale più adatto ai propri bisogni (anche di questo si legga nel nostro sito cliccando qui). «Ma purtroppo - come ha dichiarato Camillo Gelsumini - Travaglini parla di eccezioni, mentre la regola è altro, con gli Enti e anche i Sindacati che tutelano i propri fini, i quali non sempre vanno a braccetto con quelli delle persone con disabilità. Laddove, ad esempio, c'è stata la creazione di un Tavolo Tecnico per le problematiche dell'integrazione sociosanitaria, c'erano tutti, tranne i diretti interessati... i disabili, appunto!».
A rappresentare il Comune di Teramo vi erano non l'assessore alle Attività Sociali, ma gli assessori Guido Campana (Sport, Organizzazione Eventi e Manifestazioni, Politiche Giovanili e del Lavoro) e Piero Romanelli (Pubblica Istruzione, Marketing territoriale, Innovazione e Sviluppo), che hanno manifestato apertamente la loro disponibilità a trasmettere a chi di dovere le problematiche emergenti dagli interventi dei relatori. Totale, invece, l'assenza di tutti gli altri Sindaci ed Enti della Provincia di Teramo, regolarmente invitati, ma che forse hanno preferito dedicarsi ad altri impegni. Un vuoto inquietante, preciso segnale di un disinteresse su tali questioni fondamentali, ancora sin troppo diffuso nel territorio teramano. (S.B.)
Ringraziamo Marilisa Speca dell'Associazione A Ruota Libera, per averci fornito la traccia fondamentale sui contenuti dell'incontro di Teramo.
Ultimo aggiornamento (giovedì 03 novembre 2011 13:15)
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Sapori diversi per una cucina inclusiva |
Scoprire come le persone con disabilità possano lavorare in modo molto professionale anche nel settore della ristorazione, con motivazione e produttività, ricevendo allo stesso tempo dignità dal loro lavoro: sarà questo uno degli scopi della tavola rotonda "Sapori diversi", organizzata a Roma dalla Comunità di Sant'Egidio, per presentare gli ottimi risultati ottenuti con il progetto "Cucina inclusiva", ispirato alla felice esperienza della Trattoria degli Amici di Trastevere, ove sono stabilmente occupate tredici persone con disabilità
Per offrire sostegno alle persone che hanno trovato nel proprio disagio una barriera all'ingresso nel mondo del lavoro, la Comunità di Sant'Egidio ha avviato, qualche tempo fa, il progetto denominato Cucina inclusiva, sostenuto dalla Fondazione Telecom Italia, con l'obiettivo di inserire nel lavoro in forma stabile una serie di persone con disabilità, nel settore della ristorazione, attraverso un modello qualificato di formazione e addestramento sul campo e una successiva assistenza all'inserimento stesso. Per oltre un anno, dunque, numerosi docenti (chef, specialisti del settore, esperti) hanno formato ben ventiquattro persone con disabilità come commis di sala e di cucina, in collaborazione con la Società di Consulenza Enogastronomica Laurenzi Consulting.
«L'idea che sia possibile l'inserimento lavorativo di giovani disabili nel mondo della ristorazione - spiegano i promotori dell'iniziativa - nasce dalla riuscita esperienza della Trattoria degli Amici della Comunità di Sant'Egidio a Roma, alla quale si è ispirato il Corso Cucina inclusiva [della Trattoria degli Amici si legga nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.]. Situata nel cuore di Trastevere e segnalata nelle più importanti guide dedicate alla ristorazione, la Trattoria degli Amici dà attualmente lavoro a tredici persone con disabilità, sostenute da professionisti e amici che aiutano volontariamente. Chi la visita, scopre immediatamente come i disabili possano lavorare in modo molto professionale, con motivazione e produttività, ricevendo allo stesso tempo dignità dal loro lavoro».
A conclusione di Cucina inclusiva, la tavola rotonda di giovedì 3 novembre (Sala del Tempio di Adriano della Camera di Commercio di Roma, SaPiazza di Pietra, 11), denominata Sapori diversi, sarà l'occasione per presentare al mondo della ristorazione romana - e non solo - i risultati ottenuti. All'incontro - durante il quale verrà anche proiettato in anteprima il documentario di Maite Carpio Valgo anche io - interverranno Fabio di Spirito, segretario generale della Fondazione Telecom Italia e Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant'Egidio. (S.B.)
Per ulteriori informazioni:
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Ultimo aggiornamento (giovedì 03 novembre 2011 09:12)
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Il Libro Nero sul Welfare italiano |
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Ovvero «come il Governo italiano, con le manovre economico-finanziarie e la legge delega per la riforma fiscale e dell'assistenza, sta distruggendo le politiche sociali e azzerando la spesa per i diritti»: viene illustrata così l'iniziativa promossa dalle Campagne "I diritti alzano la voce" e "Sbilanciamoci!", che porterà il 3 novembre a Roma alla presentazione di un vero e proprio "Libro Nero sul Welfare italiano", corredato da un ampio apparato di dati e tabelle, con un'analisi accurata delle politiche sociali attuate dal Governo in carica e alcune proposte di riforma
«Il Paese è sull'orlo del precipizio - scrivono i promotori della conferenza stampa di presentazione del Libro Nero sul Welfare italiano, prevista per giovedì 3 novembre a Roma (Sala Stampa del Senato, Via degli Staderari, 4, ore 12) -, paralizzato da una crisi politica e di credibilità che non ha quasi uguali nella nostra storia. Le ricette che vengono avanzate per favorirne la ripresa continuano a essere quelle ormai screditate di un liberismo che considera i diritti sociali e il welfare come meri ostacoli alla crescita, solo un costo non più sostenibile». E proseguono: «Il Governo Berlusconi ha perseguito in questi anni un progetto di svuotamento della riforma del sistema di intervento sociale sancita dalla Legge 328/00 e ha ridotto progressivamente gli investimenti nel sociale, fino quasi ad azzerarli. La Legge Delega n. 4566 per la riforma fiscale e dell'assistenza, in discussione ora alla Camera dei Deputati, darebbe il colpo di grazia alle politiche sociali del nostro Paese. Una riforma del welfare è certo indispensabile, ma per accrescerne la capacità di tutela dei diritti e di risposta dinanzi ai nuovi rischi sociali e alle nuove forme di vulnerabilità».
Il Libro Nero sul Welfare italiano, corredato da un ampio apparato di dati e tabelle, con un'analisi accurata delle politiche sociali attuate dal Governo in carica e alcune proposte di riforma, è un'iniziativa delle Campagne I diritti alzano la voce - cui aderisce anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) - e Sbilanciamoci!. Alla conferenza stampa del 3 novembre interverranno Lucio Babolin, portavoce dei Diritti alzano la voce, Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci!, Pietro Barbieri, presidente della FISH, Michele Mangano, presidente dell'Auser e Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. (S.B.)
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Il 112 non è accessibile, in Italia, alle persone sorde |
Nonostante infatti la Direttiva Europea del 2009 sul servizio universale dovesse essere attuata dagli Stati Membri dell'Unione Europea entro il 25 maggio di quest'anno - prevedendo l'obbligo che il "112", numero unico europeo per le emergenze, disponibile gratuitamente in tutta l'Unione, dovesse diventare accessibile anche alle persone sorde - ad oggi essa risulta essere stata applicata solo da alcuni Paesi e non dall'Italia. Per questo la Commissione Europea ha già avviato le procedure d'infrazione nei confronti di chi non ha applicato le nuove regole
Nonostante la Direttiva del 2009 sul servizio universale [Direttiva 2009/136/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, N.d.R.] dovesse essere attuata dagli Stati Membri dell'Unione Europea entro il 25 maggio di quest'anno - prevedendo l'obbligo che il "112", numero unico europeo per le emergenze, disponibile gratuitamente in tutta l'Unione, dovesse diventare accessibile anche alle persone sorde - ad oggi essa risulta essere stata implementata solo da Danimarca, Estonia, Svezia, Regno Unito, Irlanda e Malta. Lo ha rimarcato il portavoce della Commissione Europea Jonathan Todd, che di recente ha ribadito come, su iniziativa della Commissione Europea, tutti gli Stati membri abbiano l'obbligo di rendere accessibile il numero di emergenza 112, non solo alle persone sorde, ma a tutte le persone con disabilità. Come detto, infatti, finora solo alcuni Stati Membri hanno comunicato alla Commissione Europea le misure per implementare le nuove regole. Per tali ragioni, lo stesso organo ha già avviato le procedure d'infrazione nei confronti di tutti gli altri Paesi Membri, per persuaderli a introdurre le nuove regole il prima possibile, e a tal fine, nello scorso mese di giugno, ha scritto a tutti gli Stati, chiedendo loro di fornire i dettagli sulle azioni attuate per rendere accessibile il 112 alle persone con disabilità. Essi hanno tempo per rispondere entro la fine di ottobre. Sempre il portavoce Todd ha tenuto a precisare che una cosa sono le leggi entrate in vigore, altro è il loro reale funzionamento nella pratica. E infatti, per quanto è dato sapere, solo il Regno Unito, i Paesi Bassi, la Danimarca e la Finlandia stanno lavorando all'introduzione di sistemi per rendere accessibile il 112 attraverso il servizio di messaggeria "SMS". La Commissione - per il tramite del suo portavoce - ha fatto sapere anche che è necessario il supporto informativo delle organizzazioni non governative e di tutti i soggetti interessati, per comprendere meglio il funzionamento di tali sistemi nella pratica e in quale misura gli Stati membri rispettino i propri obblighi. Ancora una volta, dunque, l'Italia si dimostra essere uno dei Paesi dell'Unione Europea meno attenti ai problemi dei disabili, nonostante l'indicazione e la scadenza di precisi obblighi comunitari individuati da un'apposita Direttiva a tutela, in questo caso, soprattutto delle persone audiolese. Pertanto, prima di essere ancora una volta deferiti alla Corte di Giustizia e subire l'ennesimo pagamento di sanzioni in un settore quale quello della tutela dei diritti, nel quale è indispensabile una costante attenzione degli organi governativi, che troppo spesso non dimostrano adeguata sensibilità ai problemi quotidiani delle persone disabili, rivolgo un appello ai Ministeri delle Politiche Comunitarie e delle Pari Opportunità, per l'adeguamento della nostra normativa e quindi per l'implementazione in via urgente dell'accessibilità del numero di emergenza 112 alle persone sorde e a quelle con disabilità in genere. Va ricordato infine che anche il senatore pugliese Giuseppe Caforio ha fatto sapere che presenterà un'interrogazione per avere delle risposte immediate sule intenzioni dell'attuale Governo in merito a tale importante questione. *Componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" dell'Italia dei Valori e fondatore dell'Associazione Nazionale Lo Sportello dei Diritti. Il presente testo è già apparso in «Il Punto a Mezzogiorno», con il titolo Il "112" (il numero internazionale per le emergenze) non è accessibile alle persone sorde e viene qui ripreso, con lievi riadattamenti, per gentile concessione di tale testata.
Ultimo aggiornamento (venerdì 28 ottobre 2011 09:50)
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Risarcite quello studente! (e una «valanga» di ricorsi è in arrivo...) |
 È davvero importante la Sentenza prodotta nei giorni scorsi dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Campania (Sezione di Salerno), che ha condannato il Ministero dell'Istruzione «al risarcimento del danno non patrimoniale», quantificandolo in 3.000 euro, per tutti gli anni in cui un alunno con disabilità è rimasto a scuola senza un adeguato sostegno. «Solo tra i nostri associati - commenta soddisfatto il responsabile dell'associazione napoletana Tutti a Scuola - sono più di mille gli alunni che hanno ottenuto dalla Giustizia Amministrativa un monte ore di sostegno adeguato alle loro esigenze. Tutti loro, insieme alle famiglie, sanno ora di avere diritto anche al risarcimento»
«Questa è una Sentenza che apre realmente le porte a una "valanga" di ricorsi. Solo tra i nostri associati, infatti, sono più di mille gli alunni che hanno ottenuto dalla Giustizia Amministrativa un monte ore di sostegno adeguato alle loro esigenze. Tutti loro, insieme alle famiglie, sanno ora di avere diritto anche al risarcimento». Ed è effettivamente motivata la soddisfazione di Antonio Nocchetti, presidente dell'associazione napoletana Tutti a Scuola, di fronte a un provvedimento importante come quello adottato dal Tribunale Amministrativo Regionale ( TAR) della Campania, Sezione Distaccata di Salerno, che con la Sentenza 1640/11, depositata l'11 ottobre scorso, ha accolto pienamente il ricorso presentato dai familiari di un ragazzo con disabilità, condannando il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca «al risarcimento del danno non patrimoniale a favore dei ricorrenti, quantificato in € 3.000 [grassetto nostro, N.d.R.]» e riferendosi sostanzialmente a tutti gli anni in cui l'alunno è rimasto a scuola senza un adeguato sostegno. Attenendosi dunque alla più recente giurisprudenza nazionale e senza far mancare nemmeno un prezioso riferimento alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (quest'ultima, si scrive nella Sentenza «all'art. 24 statuisce che gli Stati "riconoscono il diritto delle persone con disabilità all'istruzione", il quale deve essere garantito anche attraverso la predisposizione di accomodamenti ragionevoli al fine di "andare incontro alle esigenze individuali" del disabile), il TAR Campano ha stabilito un significativo precedente, che secondo Nocchetti rischia di « minare le casse del Ministero di Mariastella Gelmini e del Tesoro e dimostra anche che avevamo visto giusto denunciando alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti la cattiva condotta della Pubblica Amministrazione, perché il comportamento degli uffici e dei dirigenti che negano il sostegno comporterà, di qui innanzi, un danno certo all'erario». Una denuncia che tra l'altro, lo ricordiamo, sta facendo il proprio corso, come abbiamo riferito qualche giorno fa (se ne legga cliccando qui), dopo l'apertura di uno specifico procedimento da parte della Procura di Napoli. (S.B.)
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E la Corte dei Conti boccia la riforma dell'assistenza |
«Il mancato rifinanziamento del fondo per le autosufficienze, la riduzione degli stanziamenti per il fondo politiche sociali e per la politica abitativa hanno già sensibilmente inciso sul quadro degli interventi in ambito locale»: a dirlo, questa volta, non è la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che lo fa da parecchio tempo, ma la Corte dei Conti, ovvero il massimo organo di giurisdizione contabile che, nello stroncare sonoramente il recente Disegno di Legge Delega di Riforma Fiscale e Assistenziale presentato dal Governo, sottolinea anche come sia assai «poco praticabile l'applicazione di limiti reddituali e patrimoniali per la concessione dell'indennità di accompagnamento e delle pensioni di invalidità»
«Per una volta la FISH non ha nulla da aggiungere, salvo esprimere la soddisfazione di leggere motivazioni che da anni sosteniamo, espresse questa volta dal massimo organo di giurisdizione contabile»: è il commento di Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, al Parere espresso in un'articolata Delibera dalla Corte dei Conti, interpellata dalla Commissione Finanze della Camera sul Disegno di Legge Delega di Riforma Fiscale e Assistenziale (n. 4566), al vaglio in questi giorni.
Come leggiamo in una nota della FISH, prodotta subito dopo la diffusione del Parere della Corte dei Conti e mirata essenzialmente alla delega assistenziale, «questa è certamente una sonora stroncatura. Secondo la Corte, infatti, più che una riforma, quella proposta è un obiettivo di risparmio e di taglio dagli esiti incerti e dagli effetti imponderabili». «Nella spesa sociale - prosegue il comunicato della Federazione - ci sarebbe ben poco da risparmiare, essendo l'ammontare complessivo attestato sui 30 miliardi, 40 se si considerano anche alcune prestazioni previdenziali come la reversibilità. Poco praticabile sarebbe poi anche l'applicazione di limiti reddituali e patrimoniali per la concessione dell'indennità di accompagnamento e delle pensioni di invalidità». Su queste ultime prestazioni monetarie (indennità di accompagnamento e pensioni di invalidità, appunto), la Corte dei Conti annota testualmente come esse facciano parte di «una politica "nascosta" di contrasto alla povertà, compensativa di un'offerta di servizi non sempre adeguata e uniformemente distribuita sul territorio [grassetto nostro, N.d.R.]». C'è inoltre un chiaro invito alla prudenza, nel momento in cui viene sottolineata la necessità di valutare con attenzione il rischio che il risparmio ottenuto si ripresenti come esigenza di servizi adeguati a una prevedibile impennata del fenomeno della non-autosufficienza.
«Osservazioni molto critiche - si legge poi nella nota della FISH - vanno registrate anche sul "Fondo per l’indennità sussidiaria" che, come prevede il Disegno di Legge, dovrebbe essere ripartito fra le Regioni con "standard definiti in base alla popolazione residente e al tasso d’invecchiamento della stessa nonché a fattori ambientali specifici". Secondo la Corte, infatti, il contingentamento della spesa per l'indennità di accompagnamento ribalta sulle Regioni l'onere di compensare tutte le esigenze assistenziali e di sostegno che si presenteranno in futuro».
Dopo ulteriori critiche si giunge infine alla questione dei Livelli Essenziali di Assistenza. Il fatto cioè che essi non siano ancora stati definiti, rischia, secondo la Corte dei Conti, di portare a un'ulteriore compressione delle politiche a sostegno dei non autosufficienti. Particolarmente significativa, in tal senso, è l'analisi che viene proposta in riferimento alla storia più recente. La Corte rammenta infatti come gli interventi di assistenza abbiano subito, negli ultimi anni, rilevanti tagli e dichiara che «il mancato rifinanziamento del fondo per le autosufficienze, la riduzione degli stanziamenti per il fondo politiche sociali e per la politica abitativa hanno già sensibilmente inciso sul quadro degli interventi in ambito locale». (S.B.)
Ultimo aggiornamento (giovedì 13 ottobre 2011 10:42)
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 È una bella storia di mare, di vela e di solidarietà "Nessuno resti a terra" di Giovanna Caratelli, libro che racconta le "avventure" di un'associazione di Civitavecchia (Roma), ove si fa "vela solidale" in favore di persone con disagio psichico, fisico e sociale. Il volume - corredato da varie belle foto, oltre che da un'intervista con il noto attore Luca Zingaretti - è stato presentato il 1° ottobre al Salone Nautico di Genova
Presentato sabato 1° ottobre al Salone Nautico di Genova Nessuno resti a terra. Una storia di mare, vela e solidarietà, interessante volume già presente in libreria (Roma, Nutrimenti, 2011). A scriverlo è stata Giovanna Caratelli, già nota ai Lettori di Superando, per essere stata a fianco della battaglia di Alessandra Incoronato, persona affetta da amiotrofia spinale, che aveva condotto un lungo sciopero della fame e insieme alla quale Caratelli - che unisce alla passione per l'insegnamento l'attività di scrittrice, oltre ad essere impegnata da tempo nel mondo del volontariato - aveva anche pubblicato il libro La vita comunque (se ne legga ad esempio cliccando qui). Nessuno resti a terra racconta sostanzialmente la storia dell'Associazione Amici della Darsena Romana - Circolo Nautico di Civitavecchia (Roma), dove da ormai dieci anni, operai, impiegati, infermieri, insegnanti, medici, carpentieri, pensionati di età diversa hanno iniziato a portare per mare persone provenienti dalle comunità per tossicodipendenti o per disabili. Un'iniziativa pionieristica di "velaterapia", nata spontaneamente e cresciuta nel tempo che grazie al volontariato di tanti, è diventata un punto di riferimento per le strutture sanitarie del Lazio e della Toscana, fino ad arrivare anche al restauro di una vecchia barca a vela abbandonata e ormai decrepita, riportata in vita e oggi a disposizione di chi frequenta l’Associazione. «Quella della vela solidale - ci racconta la stessa Autrice del libro - sta diventando una realtà molto importante a livello nazionale, che credo sia sempre più opportuno far conoscere. Alla Darsena Romana di Civitavecchia, dove è ambientata la storia del mio libro, sono oramai moltissimi i ragazzi che praticano la velaterapia dal martedì al venerdì, quando escono addirittura dalle quattro alle sette od otto barche».
«La storia che stiamo per leggere - scrive nella Prefazione di Nessuno resti a terra il noto costruttore di natanti "Class 40" e navigatore oceanico Matteo Miceli, avvicinatosi anch'egli all'esperienza degli Amici della Darsena Romana - è una semplice storia di mare. Parla di volontari che il mare lo amano e quindi lo rispettano, di ragazzi cui la vita ha mostrato troppo spesso il suo lato più buio, perché essere tossicodipendente da nove anni, avendone diciassette, vuol dire qualcosa. Oppure persone le cui disabilità cognitive li obbligavano fino a non molto tempo fa ad essere relegati in casa, esclusi al mondo e alla vita che pure è di tutti e non può essere negata mai, per nessun caso. Il mare insegna l'integrazione e il rispetto, il coraggio e la paura, l'allegria e la ragionevolezza, tutte nelle dosi possibili per ciascuno di noi. E, sul mare, la barca a vela, che ne è la compagna più emblematica è il miglior contesto dove apprendere e vivere questo tipo di vita [grassetti nostri in questa e nella successiva citazione, N.d.R.]». E sempre Miceli, raccontando l'esperienza vissuta in prima persona, scrive ancora: «È stato qualcosa di particolare anche per me che da sempre vivo con e sul mare. La bellezza e la diversità dello stare insieme, navigare ognuno come può e come sa, ma serenamente, conoscendosi reciprocamente attraverso le cose che si fanno insieme a bordo, attraverso un'esperienza unica perché diversa da tutte le altre. Si vive il mare, magari anche solo galleggiando, in cui in certi momenti il vento proprio non c'è, ma anche la bonaccia diventa occasione per parlarsi, per capirsi, attraverso il mare e al barca. Poi il cerchio finale, quando tutti gli equipaggi sono sbarcati e si trasforma l'esperienza di ognuno in coscienza per tutti. Sono sempre andato via, dopo il cerchio, convinto di aver avuto quel pomeriggio molto ma molto di più di quello che ho dato. Ecco, questa è l’atmosfera che ho sentito la prima volta, poi ci sono tornato e che sento quando ci torno, ogni volta che posso».
Una storia del tutto degna di nota, quindi, raccontata con passione e sensibilità da Giovanna Caratelli, in un libro corredato da varie belle foto e anche da un'intervista di Carlo Romeo, responsabile del Segretariato Sociale RAI, al noto attore Luca Zingaretti. (S.B.)
Giovanna Caratelli, Nessuno resti a terra. Una storia di mare, vela e solidarietà, prefazione di Matteo Miceli, con un'intervista di Carlo Romeo a Luca Zingaretti, Roma, Nutrimenti, 2011 (Collana "Transiti blu"), 168 pagine, 16 euro.
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La passione per il mare dev'essere un'opportunità per tutti |
E per far sì che queste non restino solo belle parole, l'Assonautica di Genova - sostenuta dalla Camera di Commercio - si appresta a inaugurare il 3 ottobre il primo punto d'imbarco della Provincia, dedicato alle persone con difficolta motoria, situato proprio nel cuore del Porto Antico del capoluogo ligure. L'accesso al mare avverrà tramite un sollevatore Pequod, che consentirà di gestire in modo semplice e sicuro anche le disabilità più gravi.
 Fabio Pesto, presidente dell' Assonautica di Genova e coordinatore dell'Assonautica Liguria, inaugurerà lunedì 3 ottobre (ore 11), alla presenza di Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova, di Gianfranco Pontel, presidente di Assonautica Italiana e di altre autorità locali, un punto di imbarco per persone con difficoltà motoria presso Ponte Spinola, nell'area del Porto Antico di Genova. Il progetto - interamente sostenuto dalla Camera di Commercio di Genova - rientra nelle attività condotte dall'Assonautica Provinciale, volte a migliorare l'accessibilità dei porti turistici liguri, perseguendo l'obiettivo primario del progetto strategico europeo TPE ( Tourism Ports Environment), cui ha aderito unitamente alle altre Assonautiche della Liguria. L'idea era nata nell'inverno scorso, su proposta dei circoli nautici sportivi facenti parte di Assonautica e ha potuto compiersi dopo un iter burocratico che ha visto la stessa organizzazione prendere contatti con la Società Porto Antico, con l'Autorità Portuale e con la Capitaneria di Porto, al fine di ottenere le necessarie autorizzazioni e concessioni per l'utilizzo di uno specchio acqueo adiacente al centrale Acquario genovese. Il punto di imbarco - unico nella Provincia e agevolmente raggiungibile anche in auto - permetterà dunque alle persone con difficoltà motoria di poter accedere con facilità al mare e di praticare svariate attività, tra cui la barca a vela, quella a motore, la canoa e il kayak. L'accesso avverrà tramite l'installazione di una gruetta a funzionamento manuale, il sollevatore Pequod, appositamente progettato dalla ditta danese Guldmann, leader mondiale nella produzione per il sollevamento e la movimentazione di persone con difficoltà motoria. Grazie quindi all'utilizzo di un'imbragatura, questa struttura consentirà di gestire, in modo semplice e sicuro, anche le disabilità più gravi, dando sostegno e contenimento alle parti più a rischio. «La passione per il mare - commenta Fabio Pesto - accomuna da sempre ragazzi e adulti e dovrebbe essere un'opportunità per tutti. Siamo orgogliosi di poter contribuire attivamente allo sviluppo sociale della nautica, con l'inaugurazione del primo punto di imbarco della Provincia di Genova dedicato alle persone con difficoltà motoria. Ci auguriamo che questo rappresenti il primo passo verso un'attenzione maggiore». «Sono particolarmente lieto - aggiunge Paolo Odone - di avere contribuito alla realizzazione di un progetto che chiamerei di nautica sociale e che prende il via in contemporanea con il Salone Nautico. Iniziative come questa di Assonautica dimostrano che il settore non è attento solo ai megayacht, ma è aperto anche a idee e proposte più ad ampio raggio. Dare la possibilità alle persone con disabilità di andare per mare è un altro modo per Genova di affermarsi in qualità di capitale della nautica». (Beatrice Paci)
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Si dovrà ricorrere alla Magistratura? |
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(di Vincenzo Gallo*)
Le Manovre Finanziarie approvate in questi mesi porteranno a una compressione della spesa sociale a livello insopportabile per molte famiglie. Secondo alcuni, per altro, vi potrebbero essere gli estremi per dichiarare tali norme incostituzionali e in contrasto ad esempio con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo le riflessioni elaborate da Vincenzo Gallo, padre di un ragazzo con disabilità
La definitiva approvazione dell'ultima Manovra Finanziaria, insieme a quella precedente di luglio, porterà a una compressione della spesa sociale a livello insopportabile per molte famiglie. Secondo Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), le stime più ottimistiche fanno ritenere che almeno un terzo dei disabili gravi perderà entro un anno ogni tipo di assistenza, e in particolare l'indennità di accompagnamento [se ne legga nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.]. Sottolineo che soprattutto per le persone con disabilità non autosufficienti e in stato di disagio estremo, rimaste sole, senza più il supporto dei familiari, l'indennità di accompagnamento (487,39 euro al mese) e la pensione di invalidità (260,27 euro al mese, fino a poco più di 15.000 euro di reddito personale), pari complessivamente a circa 747 euro mensili, già ora non sono sufficienti a pagare una badante ventiquattr'ore su ventiquattro e nemmeno per chiedere ospitalità in una struttura assistita. Ci sono inoltre madri che sono state costrette a rinunciare al loro lavoro per assistere i loro figli, a volte con gravi disabilità psichiche o sensoriali, con l'impossibilità di girarsi nel letto da soli, con paralisi pressoché totali. Togliere fondi a persone con gravi disabilità, che saranno inevitabilmente spinte alla disperazione, va ritenuto quindi semplicemente incredibile, vergognoso e crudele. Già verso la fine del 2010, con un iniquo e quasi certamente illegittimo provvedimento [si tratta delle "Linee Guida operative in invalidità civile", delle quali si legga nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.], l'INPS aveva ristretto i criteri per concedere indennità e pensioni, applicando di fatto un emendamento che il Parlamento aveva bocciato nel luglio del 2010, in seguito a una manifestazione delle associazioni di categoria. Da sottolineare poi che secondo una tabella elaborata dall'economista Tito Boeri e pubblicata da « La Voce.info» (la si legga cliccando qui), la Manovra a regime sarà nel 2014 di circa 60 miliardi di euro, di cui 20 si ricaveranno dal taglio delle agevolazioni fiscali (n.b.: e dal taglio dell'assistenza sociale), altri 7,4 dalle minori spese nella sanità e 5,7 dai ticket della sanità stessa e dal contributo pensioni. Di contro, il contributo di solidarietà delle persone con oltre 300.000 euro di reddito sarà pari solo a 0,1 miliardi di euro. Secondo alcuni esperti, pertanto, vi potrebbero essere gli estremi per dichiarare queste norme incostituzionali e in contrasto ad esempio con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (Legge dello Stato 18/09). Mi auguro però che in un Paese civile come l'Italia non si debba ricorrere alla Magistratura per vedere tutelato il diritto alla vita delle persone più fragili e indifese. *Padre di un ragazzo con disabilità.
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Compartecipazione alle spese: il Consiglio di Stato fissa un punto fermo |
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Infatti, con una recente Sentenza del 16 settembre scorso, l'importante organo giurisdizionale e amministrativo - oltre a voler fissare un definitivo punto di arrivo e di sintesi sulla compartecipazione al costo dei servizi a favore di persone con disabilità grave e anziani non autosufficienti - ha anche ribadito che la disciplina nazionale prevale su quella regionale, ponendo infine forti dubbi rispetto alla costituzionalità di futuri interventi del legislatore nazionale volti a cancellare i princìpi fissati. Per tutti, la temuta Legge Delega per la riforma assistenziale Preoccupazione e commenti negativi - ripresi anche dal nostro sito (come si può vedere dall'elenco di articoli che pubblichiamo in calce) - avevano accompagnato alcune recenti Sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Brescia. Queste ultime, infatti, avevano sostanzialmente smentito quelle norme che non consentono agli Enti Pubblici di richiedere contributi economici ai parenti delle persone con disabilità grave. L'intervento del Consiglio di Stato di qualche giorno fa sembra però avere risolto ogni problema, come spiega per noi Francesco Trebeschi, avvocato esperto in diritto e disabilità, consulente dell'ANFFAS di Brescia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale). Con la Sentenza n. 5185 del 16 settembre scorso, il Consiglio di Stato ha confermato in maniera chiara e completa quanto segue, ovvero che «deve ritenersi [...], che l'art. 3 co. 2 ter d.lgs 109/1998, pur demandando in parte la sua attuazione al successivo decreto, abbia introdotto un principio, immediatamente applicabile, costituito dalla evidenziazione della situazione economica del solo assistito, rispetto alle persone con handicap permanente grave e ai soggetti ultra sessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle aziende unità sanitarie locali». Si tratta di una decisione particolarmente importante sia perché cerca di porsi come definitivo punto di arrivo e di sintesi per l'elaborazione giurisprudenziale sulla questione, sia perché ribadisce che la disposizione prevale sull'eventuale legislazione regionale difforme, sia perché pone forti dubbi anche r ispetto alla costituzionalità di futuri interventi del legislatore nazionale volti a cancellare il principio. La presa di posizione rispetto alle precedenti decisioni è in effetti piuttosto netta; si afferma infatti che «la tesi che esclude l'immediata applicabilità della norma, in virtù dell'attuazione demandata a un apposito d.p.c.m. [Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, N.d.R.], benché sostenuta da questo Consiglio di Stato in sede consultiva (sez. III, n. 569/2009), non appare convincente ed è già stata disattesa dalla Sezione in alcuni precedenti cautelari (sez. V, ord. nn. 3065/09, 4582/09 e 2130/10), che hanno trovato conferma nelle più recenti sentenze (sez. V, sent. n. 551/2011; n. 1607/2011) della Sezione stessa, che il Collegio pienamente condivide». Quanto poi alla prevalenza della disciplina nazionale su quella regionale, la Sentenza puntualizza che «tale regola non incontra alcun ostacolo per la sua immediata applicabilità e il citato decreto, pur potendo introdurre innovative misure per favorire la permanenza dell'assistito presso il nucleo familiare di appartenenza, non potrebbe stabilire un principio diverso dalla valutazione della situazione del solo assistito; di conseguenza, anche in attesa dell'adozione del decreto, sia il legislatore regionale sia i regolamenti comunali devono attenersi a tale principio [grassetto nostro in questa e nelle successive citazioni, N.d.R.], idoneo a costituire uno dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire in modo uniforme sull'intero territorio nazionale, mirando proprio ad una facilitazione all'accesso ai servizi sociali per le persone più bisognose di assistenza». Infine, grandissima importanza ha il fatto che il Consiglio di Stato abbia ravvisato che l'interpretazione della norma sia fondata, «oltre che sul dato letterale della legge, sul quadro costituzionale e sulle norme di derivazione internazionale, facendo particolare riferimento alla legge 3 marzo 2009 n. 18 che ha ratificato la Convenzione di New York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità» e, con essa, ai princìpi della «dignità intrinseca, dell'autonomia individuale e dell'indipendenza della persona disabile», di cui «all'art. 3, che impone agli Stati aderenti un dovere di solidarietà nei confronti dei disabili, in linea con i principi costituzionali di uguaglianza e di tutela della dignità della persona, che nel settore specifico rendono doveroso valorizzare il disabile di per sé, come soggetto autonomo, a prescindere dal contesto familiare in cui è collocato, anche se ciò può comportare un aggravio economico per gli enti pubblici». Ciò, infatti, fa emergere forti dubbi circa la costituzionalità di una legge, anche nazionale (e il pensiero non può che già correre ai timori legati all'approvazione della Legge Delega per la riforma assistenziale [Disegno di Legge Camera n. 4566, N.d.R.]) che mettendo mano ai criteri dell'ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.] non rispetti il principio di evidenziazione della situazione economica del solo assistito e quindi, con esso, calpesti i princìpi di dignità intrinseca, dell'autonomia individuale e dell'indipendenza della persona con disabilità. di Francesco Trebeschi - Avvocato. Esperto in diritto e disabilità. Consulente dell'ANFFAS di Brescia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale). Fonte: superando.it 26/09/2011 |
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Parchi giochi, via libera alle persone down. Ma non (ancora) dappertutto |
Firmato il Protocollo C+1 voluto dal CoorDown e frutto del confronto con gestori, costruttori e responsabili sicurezza: informazione e copertura assicurativa per i gestori. E' un passo avanti significativo e atteso da tempo: firmano il Minitalia Leolandia di Bergamo, lo Zoomarine di Torvajanica e l'Acqualandia di Jesolo. Silenzio da Gardaland, dove negli anni sono stati registrati i casi più numerosi di interdizione alle attrazioni. Domenica il primo test
ROMA - Niente più discriminazioni nei parchi divertimenti italiani per gli ospiti con sindrome di Down. O quanto meno in quei parchi - sono tre - che hanno condiviso e firmato il "Protocollo C+1 Entertainment" predisposto dal CoorDown dopo un anno di lavoro e di confronto con i principali parchi italiani, i costruttori delle attrazioni e le Prefetture e i Vigili del Fuoco, responsabili della sicurezza delle strutture. Al Minitalia Leolandia di Bergamo, allo Zoomarine di Torvaianica (Roma) e all'Aqualandia di Jesolo non si ripeteranno più le scene quanto meno antipatiche e sgradevoli di persone con sindrome di Down invitate dallo staff ad allontanarsi da una o più attrazioni, a priori a loro "vietate" per motivi di sicurezza. Episodi che nel corso degli ultimi anni sono stati segnalati in molti parchi, ad iniziare da Gardaland, la struttura che da questo punto di vista si è dimostrata nel corso del tempo la più severa: sollecitata a formulare un orientamento sul Protocollo approvato, Gardaland al momento non esprime nessuna posizione ufficiale, confermandosi un vero osso duro. Altrove invece il Protocollo ha fatto breccia: oltre alla firma dei tre Parchi menzionati, altre strutture - affermano al CoorDown - si sono rese disponibili ad attuarlo in forma spontanea. E subito, già domenica prossima, 2 ottobre, al parco Minitalia Leolandia andrà in scena la prima applicazione assoluta del protocollo d'intesa C+1, così da poterne verificare gli aspetti e trarre eventuali considerazioni procedurali e di merito: protagonisti saranno oltre 200 persone fra ragazzi, accompagnatori e famiglie, coordinati da tre associazioni, l'Aipd di Bergamo, l'Agpd di Milano e il Dadi di Padova.
In breve, il Protocollo parte da due assunti-base: da un lato non c'è alcuna evidenza che le persone con sindrome di Down abbiano comportamenti o reazioni in misura diversa dalla maggioranza degli altri ospiti dei parchi di divertimenti, dall'altro i rischi connessi all'utilizzo delle strutture anche da parte delle persone con sindrome di Down possono trovare copertura assicurativa sul mercato. I gestori insomma sono coperti in caso di incidenti. Insomma, l'esclusione preventiva degli ospiti con sindrome di Down non ha diritto di cittadinanza. Ecco allora che il testo approvato prevede sempre il via libera alle attrazioni per le persone con sindrome di Down accompagnate da un adulto che sia stato informato su rischi e limitazioni e che abbia firmato una dichiarazione di responsabilità. Via libera anche a chi non è accompagnato: se si tratta di persone maggiorenne con sindrome di Down le informazioni e le regole saranno spiegate direttamente a lui, se si tratta di persona minorenne sarà sufficiente consegnare il modello di dichiarazione di responsabilità firmata da un adulto. In ogni caso, l'accesso all'attrazione può venire impedito solo se la persona maggiorenne non accompagnata, dopo aver ricevuto le informazioni, appaia "visibilmente incapace di comprenderne il senso e di fornire ogni indicazione sullo stato di salute fisica". In questo caso, e solo in questo caso, potrà essere "inibito l'accesso alle attrazioni ritenute per regolamento controindicate in presenza di patologie fisiche". Ma attenzione, perché se dal colloquio appare che l'unica controindicazione all'uso dell'attrazione può derivare "dal pericolo di comportamenti che possano esporre la persona con sindrome di Down a pericolo per sé o per gli altri, questi sarà accompagnata sull'attrazione da un operatore". In tutti gli altri casi, viene rimarcato, "sarà consentito l'accesso alle attrazioni in condizioni di parità con gli altri ospiti".
Sul versante delle assicurazioni per i gestori dei Parchi, il protocollo prevede che "qualora esso sia stato applicato, il gestore non è ritenuto responsabile, per il solo fatto di aver consentito l'accesso alle attrazioni alle persone con sindrome di Down, del comportamento o di eventuali incidenti che possono accadere durante l'uso dell'attrazione, o qualora non vengano rispettate le indicazioni fornite dal gestore o dal personale nella gestione delle emergenze ed evacuazione. Un principio che, viene sottolineato, dovrebbe essere formalmente riconosciuto anche a livello legislativo. Il protocollo ha validità fino al 31 dicembre 2011 ed è previsto che venga rivisto alla luce dei risultati ottenuti in questo arco di tempo. (ska)
(30 settembre 2011)
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Parchi giochi e persone down, ecco le regole del Protocollo |
I contenuti del Protocollo firmato da tre Parchi in Italia: il ruolo di responsabili e accompagnatori, le regole per le persone con sindrome di down maggiorenni e minorenni, le eccezioni previste nei casi estremi
ROMA - Informazioni comprensibili e visibili, via libera alle persone con sindrome di Down con eccezioni previste solo in casi estremi, gestori sollevati dalla responsabilità di aver consentito l'accesso alle attrazioni in caso di incidenti. Ecco le regole del Protocollo firmato dal CoorDown e da tre Parchi divertimenti in Italia, a Bergamo, Roma e Jesolo.
Il Protocollo prescrive che "le regole che possano comportare restrizioni all'accesso alle singole attrazioni devono essere indicate in modo chiaro, comprensibile e visibile a tutti, sia in loco che su eventuali materiali illustrativi e sul sito internet ufficiale del Parco". "Alle persone con sindrome di Down, se sono accompagnate da un adulto maggiorenne (accompagnatore e responsabile) - prescrive il testo - non può essere interdetto l'accesso alle attrazioni dopo aver informato l'accompagnatore e responsabile su possibili prescrizioni o limitazioni relative alla sicurezza dell'impianto e dopo aver rilasciato la dichiarazione" prevista secondo un modulo allegato al protocollo in cui si può dichiarare che il soggetto "non è affetto/a da nessuna delle patologie e/o disturbi comportamentali che potrebbero sconsigliarne o vietarne l'accesso alle attrazioni suddette".
Il Protocollo - è specificato - non impedisce al singolo Parco di prendere ulteriori provvedimenti e richiedere misure supplementari su specifiche attrazioni che a suo giudizio, per esperienza o fattori supplementari di rischio evidenti (velocità, accelerazioni, potenziale altezza di caduta, ambientazione ecc.) sono da "sconsigliare" (eventuali divieti non possono essere applicati su base di presunzione ma solo a fronte di patologie conclamate). Per quanto possibile e ragionevole - viene sancito - queste misure verranno assunte come esperienza dal gruppo di lavoro per poter migliorare il protocollo in futuro.
Il Protocollo prescrive inoltre che "alle persone con sindrome di Down maggiorenni, che non siano accompagnate da nessuno, sarà chiesto, in sede di accesso al Parco, se sono accompagnate da altro adulto e, in caso negativo, saranno rese le informazioni necessarie e spiegate le regole citate sopra". "Solo ove le suddette persone maggiorenni con sindrome di Down, anche a seguito delle indicazioni fornite e spiegazioni date, appaiano - recita il testo - visibilmente incapaci di comprenderne il senso e di fornire ogni indicazione sul loro stato di salute fisica, potrà essere inibito l'accesso alle attrazioni ritenute, per regolamento, controindicate in presenza di patologie fisiche". Attenzione però, perché "ove, a seguito del colloquio, si ritenga invece che l'unica controindicazione possa derivare dal pericolo di comportamenti che possano esporre la persona con sindrome di Down a pericolo per sé o per gli altri, questi sarà accompagnata sull'attrazione da un operatore; in tutti gli altri casi sarà loro consentito il libero accesso alle attrazioni in condizioni di parità con gli altri ospiti";
Quanto alle persone con sindrome di Down minorenni "che non siano accompagnate da altre persone maggiorenni, sarà consentito l'accesso a tutte le attrazioni se munite di apposita dichiarazione conforme" al modello della dichiarazione di cui si è parlato prima "rilasciata da persona esercente la potestà, da consegnare/esibire all'ingresso del Parco". In caso invece di gruppi con più persone con sindrome di Down, in sede di accesso al Parco il/i responsabile/i "dovranno rilasciare la dichiarazione liberatoria" e "tutti gli appartenenti al gruppo saranno dotati di badge del gruppo recante il nominativo del (o dei) responsabile/i ed il loro telefono cellulare, che potrà essere utilizzato dagli addetti alle singole attrazioni per ogni evenienza".
"Qualora il protocollo sia stato applicato - conclude il testo - il gestore non è ritenuto responsabile, per il sol fatto di aver consentito l'accesso alle attrazioni alle persone con sindrome di Down, del comportamento e/o di eventuali incidenti che possono accadere durante l'uso dell'attrazione o qualora non vengano rispettate le indicazioni fornite dal gestore e/o dal personale preposto nella gestione delle emergenze ed evacuazione". Un "importante obiettivo - viene chiarito nel Protocollo - che dovrebbe essere formalmente riconosciuto anche a livello legislativo". Il protocollo, suscettibile di ulteriori modifiche, implementazioni ed integrazioni, costituisce sin da subito la base sperimentale dei comportamenti da tenere dalle parti che lo sottoscrivono o che vi aderiranno successivamente. Ha validità fino al 31-12-2011 e verrà rivisto alla luce dei risultati ottenuti a fine stagione 2011.
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Montacarichi fuori uso al Distretto sanitario, disabili visitati in auto |
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PESCARA - Disabili visitati in macchina, con prelievi di sangue fatti anche nell’androne, o portati di peso dal personale della Asl fino all’ascensore del piano rialzato. Succede al Distretto sanitario di base di Pescara sud, in via Rieti, dove da due settimane è fuori uso il montacarichi che dovrebbe consentire a chi è in carrozzella di raggiungere il piano rialzato dello stabile, dove c’è l’ufficio Inpdap e da dove parte l’ascensore per i piani superiori riservati ai servizi sanitari della Asl.Servizi come il centro prelievi, l’ecografia, la neurologia, la cardiologia e la fisioterapia, ma come anche quello dell’esenzione per patologie, l’ufficio Asl che rilascia agli invalidi il tesserino che dà diritto all’esenzione. Tutto sta a raggiungerlo, quest’ufficio che si trova al primo piano. Una grossa mano la danno gli infermieri del distretto, chiama ti quotidianamente a svolgere mansioni che, in realtà, non gli competerebbero, come quella, appunto, di caricarsi di peso la carrozzella con il disabile per tutta la gradinata fino al piano rialzato. «Nell’ultima settimana è capitato tre volte», dice L.R., infermiere ambulatoriale, «ma quello al montacarichi è un guasto che si ripete di continuo, e sono capitati periodi con emergenze quotidiane di questo tipo». «Ma l’altro giorno», prosegue l’infermiere, «è capitato anche che un collega era solo a fare i prelievi e non ha potuto lasciare il servizio per aiutare il disabile. E allora il cittadino in carrozzella, non potendo raggiungere il primo piano a causa del montacarichi fuori uso, ha chiamato i carabinieri pretendendo che qualcuno scendesse nell’androne a fargli il prelievo. Alla fine, ha dovuto aspettare che il collega finisse in ambulatorio per ottenere il servizio». Ma non è l’unico caso. Dieci giorni fa, per esempio, una dottoressa è dovuta scendere in strada per andare a visitare una signora disabile costretta a rimanere in macchina, sempre a causa della pedana elettrica rotta. «Chi ha bisogno di un servizio chiede di salire e noi dobbiamo provvedere», dicono dalla direzione del Distretto di via Rieti, «anche se non ci competerebbe. Quello del montacarichi per disabili è un problema ciclico che segnaliamo puntualmente all’Inpdap, proprietaria della palazzina in cui noi siamo solo inquilini». L’ultimo sollecito, da parte della direzione del Distretto risale a venerdì quando il direttore dell’Inpdap ha comunicato che il montacarichi dovrebbe tornare fruibile da domani. «Il problema, per quanto ci è stato spiegato», dicono dalla Asl, «è che stanno aspettando un pezzo di ricambio che dovrebbe consentire di riparare il montacarichi martedì». «Ma tanto si romperà di nuovo», denuncia un infermiere, «e la storia continuerà». «Ma perché», conclude l’infermi ere, «non decidersi a realizzare un ascensore esterno?». di Simona De Leonardis Fonte: il Centro Segnalato da: disablog.it 21/09/2011 |
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Spese di assistenza, l'Anci a Sacconi: ''Non ce la facciamo, paghino le famiglie'' |
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Il presidente del dipartimento welfare di Anci Lombardia sollecita il decreto che permetta ai comuni di esigere dai familiari la compartecipazione alle spese di assistenza per anziani e non autosufficienti senza "contenziosi infiniti" con le associazioni MILANO - Un intervento chiaro del ministero del Lavoro per permettere ai Comuni di chiedere alle famiglie delle persone non autosufficienti un contributo monetario all'intervento senza che vi siano "contenziosi infiniti" con le associazioni di categoria. A chiederlo in una lettera al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi è il presidente del dipartimento Welfare di Anci Lombardia, Giacomo Bazzoni. L'associazione dei comuni chiede un provvedimento chiaro che "tenga conto delle sempre maggiori difficoltà economiche dei comuni" e sollecita l'emanazione del decreto (previsto dal comma 2-ter, art. 3, D. Lgs 109/98) che deve colmare il vuoto normativo sulla compartecipazione famigliare ISEE alle spese di assistenza per anziani e non autosufficienti. "In assenza di un provvedimento chiaro da parte del Ministero - spiega Bazzoni - i Comuni continueranno ad avere contenziosi infiniti con le associazioni di categoria, le quali sostengono che si debba tenere conto del reddito del solo assistito". In questo modo, secondo l'Anci, quote importanti di partecipazione alle spese di assistenza si trasferirebbero dalle famiglie, anche da quelle che potrebbero sostenerle, alla collettività, a danno della sostenibilità del livello complessivo dei servizi sociali erogati dai Comuni, sempre più in difficoltà per le drastiche riduzioni ai trasferimenti. In Lombardia, il finanziamento alla spesa sociale dei comuni è passato da 54 a 25 milioni di euro per quanto riguarda il fondo nazionale delle politiche sociali, cui va aggiunto l'azzeramento (da 56 milioni di euro di partenza) del fondo nazionale per le non autosufficienze. Da parte della Regione i fondi sono calati da 85 milioni a 70 milioni: in tutto questo, "il rischio - afferma l'Anci - è che i Comuni non riescano a fare fronte a tutte le richieste di assistenza". "Giustizia sociale vorrebbe che si lasciasse ai Comuni il compito di coprire per intero le spese di chi non è autosufficiente anche dal punto di vista economico, oltre che sanitario, e chiamare le famiglie a compartecipare per quanto sono in grado all'assistenza dei parenti: mi auguro - conclude Bazzoni - che il ministro trovi una soluzione bilanciata tra le innegabili difficoltà degli e nti locali e le situazioni di effettivo disagio sociale degli assistiti non autosufficienti e delle loro famiglie". Fonte: Superabile.it 15/09/2011 |
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Il turismo per tutti ancora in prima linea a Parma |
Infatti, dopo il successo del 2010, Village for all (V4A), il network di campeggi e villaggi turistici che offrono servizi per tutti, sarà protagonista, dal 10 al 18 settembre, anche alla seconda edizione del Salone del Camper di Parma, dove - in collaborazione con la rivista «PleinAir» - realizzerà anche una ricerca sul turismo per tutti e presenterà "Specialmente Camperista", vademecum del viaggiatore in camper con disabilità e/o con bisogni speciali
Dopo il grande successo del 2010 (se ne legga nel nostro sito cliccando qui), Village for all (V4A)* - il network internazionale di campeggi e villaggi turistici che offrono servizi per tutti - sarà tra i protagonisti anche della seconda edizione del Salone del Camper, previsto alla Fiera di Parma da sabato 10 a domenica 18 settembre. E quest'anno ci sarà una novità in più: infatti Village for all, in collaborazione con la rivista «PleinAir», realizzerà anche una ricerca sul turismo per tutti, per scoprire quali siano le reali esigenze e soprattutto le opinioni dei turisti con esigenze particolari, ma anche le lacune del sistema turistico e qualche "leggenda metropolitana" che ancora va per la maggiore tra i Cittadini e anche tra gli addetti ai lavori. I visitatori del Salone del Camper potranno dunque ritirare la scheda con alcune brevi domande a risposta multipla presso lo stand di PleinAir e, dopo averla compilata, potranno consegnarla direttamente al personale di Village for all (Padiglione 4, stand B016), nei pressi dell'entrata principale.
Sempre Village for all e PleinAir presenteranno inoltre Specialmente Camperista, vademecum del viaggiatore in camper con disabilità e/o con bisogni speciali, realizzato sulla scia del Progetto Camperabile, lanciato dalla rivista nel 2003, al fine di sensibilizzare produttori e disegnatori nel progetto di un camper accessibile. La rete presieduta da Roberto Vitali porterà infine a Parma tutto il proprio network di campeggi e villaggi accessibili, vale a dire trentuno occasioni imperdibili di una vacanza all'aria aperta veramente per tutti, con la garanzia di qualità griffata Village for all. (B.E. e A.M.)
*Village for all (V4A), Marchio di Qualità del turismo accessibile italiano, è il primo network internazionale di campeggi e villaggi che offrono servizi per tutti, anche per turisti con esigenze particolari, verificati e accompagnati in un cammino di adeguamento strutturale e culturale. Attualmente la rete include trentuno villaggi e campeggi in tutta Italia, offrendo una vasta gamma di alternative al turista che cerca la propria vacanza ideale. V4A è partner della Fiera di Vicenza per l'organizzazione di Gitando, Mostra del Turismo Open-Air, che da due anni è anche Gitando.all, Salone del Turismo e dello Sport Accessibile in Italia. Il network è presieduto da Roberto Vitali, che è referente per il turismo della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e che fa parte della Commissione per il Turismo Accessibile presso il Ministero del Turismo.
Per ulteriori informazioni:
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Ultimo aggiornamento (venerdì 09 settembre 2011 13:23)
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 E tagliare - spaventosamente tanto - i fondi destinati all'assistenza, alla non-autosufficienza, alle pensioni di invalidità, agli assegni di accompagnamento significa semplicemente tagliar la gola alle persone con disabilità e alle loro famiglie...
Forse non erravano gli antichi quando ritenevano vi fosse una forza intrinseca nel nome delle cose, le quali cose, per il sol fatto di essere nominate, acquisivano le attribuzioni insite nel loro nome. Esaminiamo ad esempio la parola taglio, che naturalmente acquista significati diversi secondo i contesti nei quali è situata. Il termine in sé deriva da tagliare, ovvero separare, far più parti di una cosa sola. Ma anche ridurre, accorciare, regolare.
Nella grande fucina della politica, ove si fondono i nomi per dar loro significati nuovi, il termine taglio ha una connotazione essenzialmente economica e tale connotazione, carica di significati punitivi, è appannaggio di specifiche classi sociali, in particolar modo lavoratori dipendenti, pensionati e persone con disabilità. Vero è che talvolta, in un raptus giustizialista, il termine viene usato anche per indicare la riduzione del numero dei Parlamentari e delle loro prebende, nonché di inutili carrozzoni e dei loro cocchieri, ma l'attuazione del provvedimento dovrà necessariamente essere preceduta dalla determinazione del sesso degli angeli e quest'ultima querelle dura da una quindicina di secoli.
Tornando però alle persone con disabilità, il taglio previsto dalla recentissima "manovra" (peggioramenti sempre possibili a parte, da determinarsi in manovre successive) si spoglia di ogni significato allusivo e sfumato: tagliare (e spaventosamente tanto) i fondi destinati all'assistenza, alla non-autosufficienza, alle pensioni di invalidità, agli assegni di accompagnamento significa semplicemente tagliar loro la gola.
*Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi).
Ultimo aggiornamento (venerdì 09 settembre 2011 09:56)
FONTE SUPERANDO. IT
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LA MUSICA OMAGGIA LA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA’. |
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COMUNICATO STAMPA
27/08/2011 FESTA DELL’INTEGRAZIONE:
LA MUSICA OMAGGIA LA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA’.
Sabato 27 Agosto, alle ore 18,00, presso Largo Trattato di Maastricht (il pontile in legno di fronte al teatro del mare) si svolgerà la festa dell’integrazione, una manifestazione musicale in cui musica e diritti si fonderanno in un evento unico ed irripetibile: sulle note di pezzi celebri riproposti dall’Associazione Kymbala di Teramo (Progetto Interammnia Music Class) verranno approfonditi e commentati dal Respondabile dell’Ufficio Disabili, Claudio Ferrante, alcuni articoli cardine della “Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”, cui il Consiglio Comunale ha aderito nella seduta speciale del 30 Giugno scorso. L’evento, voluto dall’Assessore alle Politiche per la Disabilità Pietro Gabriele, di concerto con l’assessore al Turismo Claudio Di Emanuele ed organizzato a cura dell’Ufficio DisAbili, rappresenta un’occasione di crescita e arricchimento culturale per la cittadinanza.
L’evento è gratuito, la cittadinanza è invitata a partecipare! |
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27/08/2011 FESTA DELL’INTEGRAZIONE: la musica omaggia la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità Sabato 27 Agosto, alle ore 18,00, presso Largo Trattato di Maastricht (il pontile in legno di fronte al teatro del mare) si svolgerà la festa dell’integrazione, una manifestazione musicale in cui musica e diritti si fonderanno in un evento unico ed irripetibile: sulle note di pezzi celebri riproposti dall’Associazione Kymbala di Teramo verranno approfonditi e commentati dal Respondabile dell’Ufficio Disabili, Claudio Ferrante, alcuni articoli cardine della “Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”, cui il Consiglio Comunale ha aderito nella seduta speciale del 30 Giugno scorso. L’evento, voluto dall’Assessore alle Politiche per la Disabilità Pietro Gabriele, di concerto con l’assessore al Turismo Claudio Di Emanuele ed organizzato a cura dell’Ufficio DisAbili, rappresenta un’occasione di crescita e arricchimento culturale per la cittadinanza. L’evento è gratuito, la cittadinanza è invitata a partecipare! Fonte: Ufficio DisAbili |
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Il Governo interviene con la manovra finanziaria sul contenzioso degli invalidi civili |
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Con la manovra finanziaria (decreto-legge n. 98/2011- Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria) il Governo è intervenuto sulla regolamentazione del contenzioso previdenziale.
L'art. 38, comma 1 apporta sostanziali modifiche al codice di procedura civile, nel Tit. IV (Norme per le controversie in materia di lavoro, artt. 409/447 bis) del libro II (Processo di cognizione) introducendo, fra l'altro, un nuovo articolo il il 445 bis (Disposizioni in materia di contenzioso previdenziale e assistenziale). Il contenzioso previdenziale e assistenziale è specificamente trattato, nell'ambito del processo del lavoro, nel capo II, negli artt. 442 e seguenti.
In questo caso sono difficilmente ravvisabili gli indispensabili requisiti di necessità ed urgenza che giustificano il ricorso al decreto-legge. La tecnica legislativa usata è, come d'abitudine, contorta ed ermetica. La disposizione inizia con una roboante premessa, in cui si sostiene che che la sua finalità è di realizzare una maggiore economicità dell’azione amministrativa; di favorire la piena operatività e trasparenza dei pagamenti; di deflazionare il contenzioso in materia previdenziale (effettivamente enorme); di contenere la durata dei processi in materia previdenziale (effettivamente lunghissimi), nei termini di durata ragionevole dei processi. Dopo un riferimento alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (ratificata in Italia con legge 4 agosto 1955, n. 848), si entra nel vivo delle modifiche.
Una prima disposizione (punto a) stabilisce che i processi in materia previdenziale nei quali sia parte l’INPS, pendenti nel primo grado di giudizio alla data del 31/12/2010, il cui valore non superi complessivamente euro 500,00, si estinguono di diritto, con riconoscimento della pretesa economica a favore del ricorrente. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate. Dato che difficilmente saranno inferiori all'importo del contendere, il ricorrente andrà probabilmente a pagare più di quanto ricavato dalla causa.
Il nuovo articolo 445 bis prevede che, nelle controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, nonché di pensione di inabilità e di assegno di invalidità, chi intenda proporre un giudizio debba obbligatoriamente presentare, con ricorso al giudice competente, una istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie legittimanti la pretesa fatta valere. La nuova regolamentazione si applica dal 1° gennaio 2012.
Si tratta di una sostanziale novità. Nel sistema previgente, la presentazione del ricorso al Giudice, con la relativa documentazione sanitaria, le perizie di parte ecc., avviava la causa e il consulente tecnico di ufficio era nominato dal giudice all'interno del giudizio. I risultati della consulenza erano quindi valutati dal giudice insieme al resto della documentazione.
Con la riforma, la consulenza tecnica preventiva rappresenta quindi una condizione di procedibilità, nel senso che il giudizio non si può avviare senza averla svolta preventivamente. L'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto a pena di decadenza o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice, in questo caso, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione dell'istanza di accertamento tecnico, o di completamento dello stesso.
Acquisita la consulenza, il Giudice fissa, con decreto, un termine non superiore a trenta giorni (è un termine perentorio, nel senso che non può essere superato) , entro il quale le parti devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio.
A questo punto si aprono due possibilità: il ricorrente e l'ente previdenziale accettano il risultato della perizia; il ricorrrente e/o l'ente previdenziale contestano il risultato della perizia.
Nel primo caso, il giudice, entro trenta giorni, omologa con decreto l’accertamento del requisito sanitario presentato nella relazione del consulente. Il decreto è inappellabile! E quindi l'INPS (o altro ente previdenziale chiamato in causa) è tenuto entro il termine (molto lungo) di 120 giorni al pagamento delle prestazioni, se previsto dal decreto del giudice. L'accettazione di entrambi le parti del risultato della consulenza ha il valore di un accordo, pur non essendo una conciliazione in senso proprio. Le parti, anziché trovare un accordo con la mediazione del giudice, si rimettono al parere del consulente.
Il decreto non è impugnabile né modificabile. In alternativa alla omologazione, il giudice potrebbe (art. 196 codice di procedura civile) disporre una nuova consulenza e, per gravi motivi, la sostituzione del consulente. Rientra infatti nei suoi poteri discrezionali la valutazione dell'opportunità di disporre indagini tecniche supplettive od integrative, di chiedere chiarimenti al consulente, o di disporre la sua sostituzione e l'esercizio di tale potere, così come il mancato esercizio, non è censurabile in Cassazione.
Nel secondo caso, la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio deve depositare, presso lo stesso Giudice, entro il termine, sempre perentorio, di trenta giorni dalla dichiarazione di dissenso, il ricorso introduttivo, specificando, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione.
In questo caso, quindi, andato fallito il tentativo di accordo, la controversia prosegue nelle forme usuali, pur subendo il pesante condizionamento della consulenza tecnica d'ufficio. Va detto, infatti, che il ruolo dei consulenti tecnici d'ufficio diviene, in entrambi i casi, troppo pesante, anche tenendo conto della composizione assai variegata della categoria, che non comprende solo medici legali o specialisti e del fatto che non hanno il ruolo di terzietà ricoperto dal giudice.
Ma la sostanziale e più discutibile novità è data dal fatto che la successiva sentenza non è soggetta ad appello! Se ha un senso (nei limiti sopra detti) che una volta accettati i risultati della consulenza tecnica d'’ufficio, non sia possibile presentare ricorso, non è assolutamente condivisibile che sia inappellabile l’eventuale sentenza di primo grado, resa, in definitiva e pur nell'ambito della valutazione del giudice, sulla base della stessa consulenza.
In questo caso anziché aumentare le difese del cittadino da una giustizia troppo spesso iniqua, come questo Governo dice, da sempre, di voler fare, lo si priva di un diritto di appello previsto per gli altri tipi di contenzioso.
Sarebbe quindi interessante valutare le nuove norme alla luce degli articoli 3 e 24 della Costituzione. Ricordiamo che l'art. 3 riconosce a tutti i cittadini pari dignità sociale e uguaglianza di fronte alla legge e che l'art. 24 stabilisce che tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritto e interessi legittimi, e che la difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Nella logica – sicuramente apprezzabile – di ridurre il contenzioso giudiziario e quindi la durata delle cause, anziché attribuire ad un organo come il CTU un tale potere, sarebbe stato preferibile reintrodurre forme, anche obbligatorie, di ricorso amministrativo.
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Ufficio Stampa
Manovra. Nina Daita (Cgil): no al ripristino dei 'reparti confino' per
persone con disabilità
“
idi ripristinare i reparti confino per le lavoratrici e i lavoratori con disabilità”. E' questo il commento
di Nina Daita, Responsabile dell'Ufficio politiche della disabilità della CGIL Nazionale all'art. 9 del
decreto Legge n.138 approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 agosto e pubblicato in Gazzetta
Ufficiale il giorno successivo. La Cgil, che oggi ha spiegato i motivi dello sciopero generale del 6
settembre con una conferenza stampa del segretario generale Susanna Camusso, annucia
anche una serie di iniziative specifiche sul tema della disabilità, che verranno promosse assieme a
numerose associazioni dei disabili.
Secondo Nina Daita, “è in atto lo smantellamento della legge 68/99” poiché, spiega la sindacalista,
“il Governo ancora una volta rende inefficiente il collocamento dei disabili, attraverso modifiche
che rendono impossibile la corretta applicazione della norma”. Si rischia così, avverte Daita, “di
ritornare a vedere nei luoghi di lavoro i 'reparti confino' per le persone con disabilità, e politiche di
occupazione che potrebbero penalizzare i territori già poveri e colpiti da alte percentuali di
disoccupazione tra i disabili”.
Per questo motivo, conclude la Responsabile dell'Ufficio politiche della disabilità della Cgil, “la
Confederazione sta organizzando una serie di iniziative per la soppressione dell'art. 9 e si sta
mobilitando per la piena riuscita dello sciopero generale proclamato per mercoledì 6 settembre”.
Gravissima e penalizzante la norma contenuta nella manovra economica del Governo che rischia
Paolo Andruccioli
Responsabile Ufficio Stampa
CGIL Nazionale, Corso D'Italia, 25 - 00198 Roma
Telefono: 068476316 Fax: 068476231
Cellulare: 3420512747 - 3356467383
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Avviso di selezione per centonovantasette disabili |
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Con un avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 12 luglio scorso (Quarta Serie Speciale, Concorsi n. 55), il Ministero di Giustizia ha reso noto che «al fine di assicurare il rispetto della quota d'obbligo prevista dalla legge 12 marzo 1999 n. 68, inoltrerà alle competenti amministrazioni Provinciali - Servizio collocamento obbligatorio la richiesta numerica di avviamento a selezione di centonovantasette disabili da assumere con rapporto di lavoro a tempo indeterminato come ausiliario (area prima, prima fascia economica di accesso) per la copertura dei posti vacanti esistenti negli uffici giudiziari appresso indicati».
Per l'elenco degli uffici giudiziari coinvolti, oltre che per i requisiti richiesti e per i criteri di selezione, va dunque visionato il citato avviso, cliccando qui. Va segnalato per altro che nessuna domanda di partecipazione dovrà essere inoltrata direttamente all'Amministrazione Giudiziaria, poiché l’avviamento avverrà a cura esclusiva dell'Amministrazione Provinciale (da parte del Servizio Collocamento Obbligatorio territorialmente competente). I candidati avviati in tal modo dovranno poi sostenere una prova di idoneità. (S.B.)
FONTE SUPERANDO.IT
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FUNERALI ALLA DISABILITÀ: Pescara chiama Italia!
Associazioni in stato di mobilitazione contro la manovra finanziaria che uccide
pensione d’invalidità, assegno di accompagnamento, assistenza domiciliare,
trasporto ecc. creando anche problemi occupazionali a tutti gli operatori del settore
(assistenti, fisioterapisti, fornitori di ausili e servizi ecc.)
CONVOCAZIONE STAMPA
Mercoledì 31 agosto 2011 (ore 10:30)
Piazzale antistante alla Sede della
Prefettura di Pescara
Piazza Italia, 30 - Pescara (PE)
Parte da Pescara il TAM TAM che chiamerà l’Italia della disabilità e tutto il suo “indotto” (assistenti,
fisioterapisti, fornitori di ausili e servizi ecc.) a manifestare contro i fitti tagli al sociale previsti dalla
manovra finanziaria.
PROGRAMMA:
ore 09:30 –
Sit-in davanti alla Prefettura di Pescara.
ore 10:30 –
disabilità e la popolazione che vorrà intervenire seguiranno un carro mortuario e
intoneranno una marcia funebre dalla Chiesa di S. Andrea fino alla sede dell’Ufficio
Territoriale del Governo.
Ore 11:00 -
Pescara dott. Vincenzo D'Antuono, al quale saranno invitati anche i
parlamentari e amministratori della Regione Abruzzo
posizione e le azioni che intendono prendere di fronte alle scelte del Governo italiano
che penalizzano le fasce deboli della popolazione: disabili, anziani, bambini ecc.
Celebrazione del funerale ai portatori di handicap. Le associazioni che tutelano laIncontro ufficiale dei rappresentanti delle associazioni con il Prefetto diper comprendere la loro
CONTATTI:
Claudio Ferrante - Presidente Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo
TELEFONO 335 309534
E-MAIL
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A Pescara il funerale della disabilità contro i tagli al sociale |
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Indetta per mercoledì 31 agosto la manifestazione di protesta delle associazioni contro la manovra finanziaria che taglia pesantemente le risorse destinate all'assistenza. Prevista una processione simbolica dietro a un carro funebre per le vie della città. Ferrante:" No a chi vuole risolvere la crisi sopra le spalle delle fasce deboli". PESCARA - "Attenti a metterci con le spalle al muro!" E' questo il monito delle associazioni di disabili di tutto l'Abruzzo contro la volontà del governo Berlusconi di tagliare pesantemente le risorse destinate alle politiche sociali. Dalla settimana scorsa un tam tam di mail sta girando in rete per invitare tutte le persone con problemi di handicap e semplici cittadini, a partecipare mercoledì 31 agosto alla manifestazione di protesta per dire no alla scure della finanziaria che si abbatte su pensioni d'invalidità, assegno di accompagnamento, assistenza domiciliare, trasporto. L'iniziativa organizzata dall'associazione "Carrozzine Determinate" presieduta da Claudio Ferrante, dal Uildm di Pescara e Chieti, il movimento Vita indipendente e tantissime altre organizzazioni di tutta la regione, partirà alle 9.30 con un sit-in davanti alla prefettura di Pescara per poi proseguire con una finta celebrazione funebre alla disabilità e sfilata dietro a un feretro per le vie della città. Alle 11 infine le associazioni avranno un incontreranno con il Prefetto di Pescara Vincenzo D'Antuono, al quale saranno invitati anche i parlamentari e amministratori della Regione Abruzzo per comprendere la posizione delle associazioni e per spiegare le azioni che nelle sedi istituzionali intenderanno prendere di fronte ai tagli del governo. "Dall'Abruzzo - spiega Claudio Ferrante - arriva un chiaro messaggio all'Italia e al Governo: un no secco a chi vuole risolvere la crisi sopra le spalle delle fasce più deboli della società. Negli ultimi - aggiunge - anni ci sono stati moltissimi tagli che hanno colpito il mondo della disabilità. L'unica certezza del diritto che ci rimaneva era quella di poter contare sulle pensioni di invalidità e l'indennità d'accompagnamento. Ora anche queste certezze rischiano di essere rimesse in discussione, ma noi non lo permetteremo. Non sappiamo ancora bene e nel dettaglio in che consisterà la manovra, ma sappiamo per certo che già molte agevolazioni fiscali sono state tagliate. E molto triste - conclude Ferrante - constatare che in un momento di forte crisi la politica taglia i fondi alle fasce più deboli della società invece di lavorare per sostenerle in una situazione di di fficoltà che le penalizza ancora di più". Fonte: SuperAbile.it 24/08/2011 |
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Manovra-bis: salvare le politiche sociali |
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Le proposte della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
Nel giro di un mese la già preoccupante Manovra di luglio (Legge 111/2011) viene ulteriormente
aggravata di misure di forte impatto negativo sui cittadini, in particolare sulle persone con disabilità
e le loro famiglie e con marcati profili di iniquità sociale ed inefficacia strutturale.
Ai giudizi già espressi in occasione dell’approvazione della Legge 111/2011, non possono, pertanto
che aggiungersene degli altri derivanti dalla lettura del Decreto-legge 138/2011 in discussione alle
Camere in questi giorni.
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''In arrivo 24 miliardi di tagli su pensioni invalidi civili'' |
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ROMA – ”Ecco la sorpresa che il governo non ha il coraggio di annunciare agli invalidi civili: sulle loro pensioni la manovra di luglio, anticipata di un anno, prevede subito tagli per 24 miliardi, quelli inizialmente spalmati tra il 2013 e il 2014. Per realizzare questo allucinante obiettivo, il Governo ha approvato un progetto di legge-delega per riformare l’assistenza, pubblicato in questi giorni e presto all’esame delle commissioni parlamentari. I contenuti della delega sono presto detti: azzeramento delle esili politiche assistenziali sopravvissute ai tagli effettuati dal 2008 e una controriforma che ci fa tornare indietro, affidando il sistema assistenziale alla beneficenza”. E’ quanto denuncia la capogruppo del Pd nella commissione Affari sociali della Camera, Margherita Miotto. ”Tre sono le categorie prese di mira – aggiunge Miotto – invalidi civili, cioe’ le persone che percepiscono una pensione di 260 euro al mese, pari a 3.300 euro all’anno, la spesa complessiva e’ di circa 3,8 miliardi. La delega prevede riordino dei requisiti reddituali e patrimoniali: il Governo prova a giustificare la riforma a causa dei ‘falsi invalidi’, che ovviamente nessuno vuole proteggere, argomento pretestuoso visto che la mastodontica operazione di verifica messa in atto dal 2009 ha prodotto l’11% di pensioni revocate ma i ricorsi presentati hanno restituito il maltolto nel 70% dei casi, limitando i ‘falsi invalidi’ al 3%; ci sono poi i superstiti che percepiscono la pensione di reversibilita’: mediamente 600 euro al mese, 7.200 euro all’anno, per una spesa complessiva di circa 28 Md. di euro: anche per loro la delega parla di cambiamento dei criteri di accesso, ma quanto si puo’ ancora tagliare dopo la recente approvazione della ‘norma contro i matrimoni di comodo con le badanti’?; infine le persone non-autosufficienti al 100%, incapaci di deambulare, che percepiscono una indennita’ mensile di 487 euro al mese, pari a 5.848 euro all’anno: per loro sara’ creato un fondo da suddividere fra le Regioni che cancella l’assegno individuale, dunque scippando un diritto fondamentale”. ”Gli invalidi civili titolari di pensione ed i percettori dell’assegno di accompagnamento sono 2.700.000 in Italia e la spesa dell’Inps e’ di circa 16,5 md. di euro, mentre i superstiti sono 4.500.000 per una spesa di 28 Md.: con la delega il Governo intende riordinare pensioni di invalidita’, indennita’ di accompagnamento e pensioni di reversibilita’ che ammontano a complessivi 44,5 miliardi garantendo un risparmio di 24 miliardi: praticamente si dimezzano tutte queste provvidenze destinate a 7.200.000 italiani che vivono difficili condizioni esistenziali. Ora il governo dovra’ vedersela con le sacrosante proteste del vasto mondo associativo che fara’ sentire tutta la propria indignazione alle quali si aggiungera’ – conclude Miotto – il contributo del Partito Democratico che fara’ il possibile per impedire questo scempio”. La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: asca.it Segnalato da: disablog.it 17/08/2011
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Le persone con disabilità hanno diritto a godere pienamente di una vacanza serena e in sicurezza |
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Questo concetto è stato rafforzato dal nuovo Codice del Turismo che all’art. 3 affida allo Stato il compito di assicurare che “le persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettive possano fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi al medesimo livello di qualità degli altri fruitori senza aggravi del prezzo”. A tal proposito, è considerato atto discriminatorio qualunque impedimento riferibile o comunque connesso esclusivamente alla disabilità del turista. Per i viaggi in treno all’interno dell’Unione Europea, il Regolamento CE n. 1371/2007 stabilisce una serie di diritti fondamentali dei passeggeri tra i quali, per i disabili, il diritto al trasporto con adeguata assistenza e accessi non discriminatori ai treni. In Italia molte stazioni consentono un accesso privo di barriere al marciapiede o, comunque, sono dotate di ascensori per l’accesso ai binari. Inoltre, sono sempre di più i treni che dispongono di una carrozza attrezzata per due passeggeri su sedia a rotelle con relativi accompagnatori. In ogni caso è possibile richiedere assistenza a Trenitalia chiamando il numero unico nazionale 199 30 30 60 o rivolgendosi alle Sale Blu presenti nelle stazioni principali. Agevolazioni tariffarie sono previste per i non vedenti e per i grandi invalidi di guerra e per servizio. Per i viaggi in aereo il Regolamento Ce n. 1107/2006 individua regole e diritti dei disabili validi per tutti i voli in partenza o in transito da un aeroporto comunitario oppure con destinazione un aeroporto comunitario se la compagnia aerea che effettua il volo è europea. Innanzitutto, la compagnia non può rifiutare di imbarcare un passeggero a mobilità ridotta, a meno che non sussistano specifici motivi di sicurezza oppure le dimensioni del mezzo rendano fisicamente impossibile il suo imbarco/trasporto. In determinati casi (es. il passeggero non è in grado di alimentarsi, sollevarsi, comunicare autonomamente) la compagnia può esigere la presenza di un accompagnatore che lo assista. Il passeggero disabile deve richiedere il servizio di assistenza al vettore aereo, all’agenzia di viaggi o al tour operator almeno 48 ore prima della partenza del volo. In aeroporto, poi, il disabile ha diritto a ricevere assistenza gratuita, ad esempio per raggiungere il check-in, imbarcarsi sull’aereo e sbarcare, recuperare il bagaglio o la sedia a rotelle che, in genere, non può essere tenuta in cabina ma va trasportata nella stiva. Va tenuto presente, inoltre, che in caso di disservizi (cancellazioni, ritardi, ecc.) le persone disabili hanno diritto di precedenza nel ricevere l’adeguata assistenza. Anche in albergo al disabile dovrebbe essere consentito un soggiorno sereno e privo di barriere. Tuttavia, prima di prenotare, è bene informarsi se la struttura ricettiva prescelta è accessibile autonomamente o con l’aiuto di un accompagnatore, oppure se non è accessibile. L’ingresso principale e l’atrio sono accessibili quando hanno al massimo 3 gradini (meglio ancora se ne sono del tutto privi) e la larghezza della porta non è inferiore ai 60 cm. I servizi igienici devono consentire un sufficiente spazio di manovra per la carrozzella. Quelli attrezzati per disabili dispongono di supporti e maniglioni, doccia a pavimento e wc con tazza (non alla turca). Le camere da letto sono accessibili quando consentono un movimento (autonomo o con l’ausilio dell’accompagnatore) nello spazio fra il letto e l’arredamento e sono dotati di bagno sufficientemente spazioso e attrezzato. Per raggiungere le camere è fondamentale la presenza dell’ascensore che per essere accessibile autonomamente dal disabile deve avere un’apertura porte di almeno 80 cm (60 cm con l’aiuto dell’accompagnatore), una cabina larga 90 cm e profonda 130 cm. Fonte: consumatore.tgcom 15/08/2011
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Scuola & disabilità, come resistere ai tagli in 10 mosse |
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Dalla nuove classi alla mannaia della Finanziaria, dalle procedure per l'accertamento dell'handicap alla riforma dell'assistenza: ecco cosa fare prima di cominciare il nuovo anno scolastico secondo Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale Fish L'anno scolastico appena concluso è stato un anno in cui le associazioni delle persone con disabilità sono state costrette a mettersi in trincea per resistere ai tagli che stanno riducendo fortemente, in modo diretto e indiretto, la qualità dell'inclusione scolastica, anche con riguardo a diritti conquistati e ritenuti ormai non più discutibili. Si cercherà di darne documentazione qui di seguito. 1. Formazione nuove classi Le prime avvisaglie si sono avute all'apertura delle scuole quando si sono notate numerose classi composte da un numero eccessivo di alunni, anche con disabilità, in palese violazione dei tetti massimi fissati dal dpr n. 81/09. A nulla sono valse le proteste e si è cominciato a rivolgersi ai Tar anche per questo aspetto; così all'inizio dell'anno a Bari i genitori di una classe prima di un liceo che era stata smembrata, disseminando gli alunni in altre prime per risparmiare, si sono rivolti al Tar Puglia che ha immediatamente - con ordinanza presidenziale - confermata la sospensiva, ordinato la ricomposizione della classe sin dal primo giorno di scuola e poi deciso con sentenza n. 00783 , depositata il 25 maggio, la conferma della sospensiva che era stata già consolidata dal Consiglio di Stato, rigettando il ricorso del ministero dell'Istruzione. L'esempio è stato seguito dal Tar Lazio con una sentenza dell'11 aprile 2011, stavolta espressamente per una classe con più di 20 alunni di cui uno con disabilità. Malgrado la sentenza della Corte Costituzionale n. 80/10 sul ripristino del diritto alle deroghe per le ore di sostegno, recepita legislativamente dalla legge n. 122/10 (art. 9), gli Uffici scolastici regionali hanno rifiutato in moltissimi casi, le ore in più richieste, costringendo le famiglie e le associazioni a promuovere numerosi ricorsi al Tar, nei quali il Miur è stato sempre soccombente, con obbligo di rifusione delle spese e risarcimento dei danni anche non patrimoniali. 2. I tagli della Finanziaria per il 2011 La Finanziaria per il 2011, malgrado numerose ragionevoli richieste delle associazioni, dell'Anci, Upi e Conferenza Stato-Regioni, ha operato fortissimi tagli ai finanziamenti agli enti locali, riducendo di molto la quantità e la qualità dei servizi di assistenza scolastica, di trasporto gratuito e di assegnazione di ausili e sussidi agli alunni con disabilità. Le associazioni aderenti a Fish e Fand hanno organizzato una manifestazione di protesta pubblica in piazza Montecitorio assieme a un cartello di associazioni "I diritti alzano la voce" e col sostegno del Forum del terzo Settore. Comunque anche in questi casi per ottenere la realizzazione dei diritti è stato necessario rivolgersi ai Tar. 3. Nuove procedure per l'accertamento dell'handicap La legge n.102/09 ha stabilito che tutti gli accertamenti, compreso quello per l'handicap ai fini scolastici, a decorrere dal primo gennaio 2010 debbono essere effettuati con la presenza di un medico dell'Inps e la domanda va inviata via internet. Pertanto per le iscrizioni all'anno scolastico 2011/12 ( entro gennaio 2011), in mancanza di chiarimenti del Miur, le famiglie hanno avuto grandi problemi, talora con gravi ritardi per l'ottenimento delle certificazioni e quindi per la richiesta delle ore di sostegno. 4. Circolare n. 21 sugli organici di diritto L'11 Marzo il Miur ha trasmesso il decreto interministeriale sugli organici di diritto, in cui si ribadiva l'obbligo del rispetto del tetto massimo di 20/22 alunni nelle prime classi in presenza di un alunno con disabilità. L'Ufficio scolastico della Lombardia, per essere più realista del re ha diramato una circolare con la quale si diceva ai dirigenti, in modo palese, di non tener conto di tali parametri ma di formare in organico di diritto classi con 27/28 alunni, che non sarebbero più state modificate in organico di fatto. Le associazioni aderenti a Ledha, federazione lombarda aderente alla Fish hanno duramente protestato e il provvedimento illegittimo è stato ritirato dietro intervento del Miur. 5. Circolare n. 63 sugli organici di fatto Il 13 Luglio il Miur ha emanato la circolare n. 63 recante le norme sugli organici di fatto, anticipando di due giorni la pubblicazione della legge n. 122/11, di cui riporta l'art. 19 (comma 11). Su tale articolo c'e stato un duro braccio di ferro sommerso fra le associazioni e il governo. Infatti una precedente bozza recava un comma col quale si abrogava l'art. 5 (comma 2) del dpr n. 81/09 che fissa il tetto di 20 alunni per la formazione di classi con alunni con disabilità. Dopo la reazione ferma delle associazioni aderenti alla Fish, il comma è scomparso dal testo definitivo. 6. Restrizioni ai permessi parentali L'articolo 23 della legge-delega n. 183/11 ha reso più difficoltosa la fruizione dei permessi per i genitori di minori con disabilità, di cui all'art. 33 (legge n. 104/92); le norme in dettaglio si leggono sul decreto legislativo n. 119/11. La Fish ha cercato di rendere più ragionevoli tali norme riuscendovi solo in piccola parte. 7. La manovra correttiva di luglio La legge n. 111/11 ha proceduto a ulteriori tagli alla spesa pubblica anche nel campo della scuola pubblica. L'articolo 19 (comma 11), oltre a quanto detto sopra, ha evidenziato l'obbligo anche dei docenti curricolari di prendersi in carico il progetto d'inclusione; anzi prevede una priorità nell'allocazione dei fondi per la formazione a loro favore; però non si prevede l'obbligatorietà dei corsi di formazione; se ciò voleva favorire una riduzione di richieste di ore di sostegno, motivata da una maggiore formazione dei docenti curricolari, tale strategia, come hanno precisato le associazioni, è perdente poiché saranno assai pochi i docenti curricolari che aderiranno a tale proposta ministeriale e quindi la necessità di ore di sostegno in più, specie in presenza di classi superaffollate, permane. 8. Disegno di legge di riforma dell'assistenza Contemporaneamente alla legge correttiva della manovra finanziaria, il governo ha approvato un disegno di legge sulla riforma dell'assistenza alle persone con disabilità, in cui si prevedono forti tagli alle agevolazioni fiscali, e forse anche alle indennità di accompagnamento. Fish, Fand e le associazioni aderenti, come ad esempio l'Anffas, sono già in stato di mobilitazione per avviare manifestazioni, convegni giuridici e proposte emendative, sperando di arginare i sicuri danni che graveranno proprio sulle persone in situazione di maggiore gravità. 9. Respinti due tentativi di arretramento In giugno e luglio alcuni parlamentari di maggioranza hanno presentato sia alla Camera che al Senato una proposta di legge tendente a privatizzare il sostegno, affidandolo a soggetti estranei alla scuola che lo svolgerebbero con donazioni di privati compresi i genitori. Le associazioni si sono immediatamente mobilitate, poiché ciò avrebbe significato una palese rinuncia della scuola pubblica a gestire un servizio che è un " livello essenziale" ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione e deve quindi essere egualmente assicurato su tutto il territorio nazionale. Con la privatizzazione invece si avrebbe avuto più sostegno laddove vi fossero state maggiori donazioni, creando una palese disparità di trattamento. Il sottosegretario Pizza, in occasione di un incontro ufficiale con Fish e Fand, appositamente richiesto, ha dichiarato che il governo disconosce tale iniziativa parlamentare anche se proveniente da ambienti di maggioranza. Altra az ione di contenimento è stata svolta a proposito di una proposta di legge sui sordi, nella quale si voleva riconoscere il linguaggio mimico gestuale, ribattezzato Lis, come "lingua di una minoranza linguistica, costituzionalmente garantita ai sensi dell'articolo 6 della Costituzione". A parte il costo imprevedibile di un tale riconoscimento (interpreti gestuali in tutti gli uffici pubblici statali , regionali e degli enti locali), si sarebbe realizzata una manovra antinclusiva, dal momento che i sordi ormai possono, se protesizzati e riabilitati per tempo con la logopedia, parlare e sentire senza bisogno della "protesi umana" dell'interprete gestuale. La proposta era passata al Senato; ma alla Camera le associazioni, specie la Fiadda, sono riuscite a far eliminare il riferimento all'articolo 6 della Costituzione e il termine "lingua dei segni" dall'intitolazione della legge. 10. Gli argini degli Osservatori Un argine per resistere ulteriormente e forse per ripassare al contrattacco nel recupero dei valori dell'inclusione si è avuto con la costituzione, presso il ministero delle Politiche Sociali dell'Osservatorio che dovrà effettuare il monitoraggio circa il rispetto della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con legge n. 18/09, da parte delle norme e della prassi italiane. Anche la ricostituzione dell'Osservatorio scolastico presso il Miur, prevista per metà settembre, può giovare a rilanciare l'attenzione della politica sulla qualità dell'inclusione scolastica con beneficio per tutti gli alunni italiani e il miglioramento del servizio pubblico di istruzione. di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale Fish Fonte: superabile.it 16/08/2011
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Quando la discriminazione è sottile e colpisce chirurgicamente come una mazzata - 09/08/2011 |
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| Accade nei territori della ridente (non più tanto) regione Abruzzo; nel periodo che va dal 27 luglio al 16 agosto (quando notoriamente tutti sono attenti e al lavoro); senza nessun preventivo accenno al mondo della disabilità (quando il caro ed empatico assessore sa che ha a disposizione fior di Disability Manager consulenti gratis); quando, dal 1° luglio, grazie ai tagli ai fondi per i piani sociali, hanno quasi azzerato, nei fatti, l’assistenza (e, quindi, sembra e sottolineo sembra, quasi un voler riparare). Sarà un caso? Sarà una ingenuità?
Spieghiamo il fatto: la regione Abruzzo, tanto sensibile, ha avviato un progetto “Voucher Friendly” (dubbia correttezza del titolo inglese). Di tratta di dare € 300 al mese, per 6 mesi a delle donne che si occupino della cura di disabili, anziani e non autosufficienti. Bellissima idea; è il primo pensiero. In un momento in cui non esistono più gli gli assegni di cura, si tenta almeno di rimediare. Quando poi andate a vedere nel dettaglio chi può usufruire di questa opportunità vi rendete conto che è riservata chirurgicamente solo a donne che o lavorano o, inoccupate, frequentano corsi di formazione o titolari di borse lavoro (e tutte le altre?, quelle soprattutto legate alla branda dei figli 24 ore al giorno che non hanno tempo per un lavoro dipendente e lo hanno abbandonato da anni perchè senza scelta?) , che abbiano un figlio minorenne, (e quelle che da 34 anni sono al capezzale scatarrando ogni mezz’ora, pulendo culi e pannoloni, il cui figli ha avuto la sfortuna (?) di diventare maggiorenne? O meglio ancora, mogli e compagne di disabili i quali oltre ad aver avuto il cattivo gusto di diventare maggiorenni hanno perversamente proseguito addirittura con l’aberrazione di farsi una famiglia e ... orrore! Dei figli?)
Ma andiamo avanti: quelle donne selezionate già in partenza, potranno avere rimborsi su spese documentate per assistenza, riabilitazione, trasporto ecc. ecc. (naturalmente anticiperanno i soldi). Alcune considerazioni: mi spiegate quale famiglia che riesce a fatica a pagarsi alcune ore al giorno di assistenza, paga i contributi regolarmente? Par mia conoscenza solo quelle ricche! Chi si paga autonomamente la riabilitazione (che oltretutto dovrebbe essere sanitaria e quindi un problema ASL) se non ha disponibilità finanziarie?
Abbiamo un sospetto, anzi ne abbiamo tanti. Non crediamo assolutamente che si sia trattato di ingenuità, crediamo che alle spalle ci sia una regia precisa, forse inconsapevole all’autore stesso (lasciamogli almeno il beneficio del dubbio). Crediamo che la definizione chirurgica delle Selezionate e degli oggetti (forse sarebbe meglio chiamarli Enti? Istituti?, Centri?) rimborsabili abbiano nomi e cognomi (e facevate prima a scriverceli). Come al solito si agisce di nascosto, come al solito si fanno le cose solo per “alcuni”, come al solito si prendono in giro (ma diciamolo pure: per il culo) tutti gli altri! Signori: alla luce soprattutto di quello che deve ancora accadere a settembre, della carneficina sociale che sta già avvenendo e che peggiorerà a livelli inaccettabili, abbiamo una richiesta: volete per favore rendervi conto che non è possibili continuare come bellamente fate? Volete rendervi conto che ogni azione simile diventa una provocazione? Capiamo che per chi non ha problemi di sopravvivenza, di schiene rovinate a furia di sollevare pesi morti (i disabili), di arrivare a fine mese trascinandosi tra mille problemi e soprattutto SOLI, di vomito per i pannoloni da cambiare e pappagalli o pale da svuotare, di piaghe da decubito da curare, di “matti” da seguire e inseguire tutto il giorno, soprattutto chi, non avendo questi problemi, manca anche di quel minimo di empatia, capiamo, dicevamo, che costoro non possono neanche rendersi conto che la rabbia intorno a loro cresce, monta come la marea, forse come lo tsunami. Sta a me ricordarvi che uno tsunami ... spazza via tutto ciò che incontra?
di Dott. Camillo Gelsumini - Disability Manager
Fonte: Dott. Camillo Gelsumini - Disability Manager
09/08/2011
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Ultimi giorni per iscriversi alcorso di Pet Therapy - scadenza domanda venerdi' 12 agosto! |
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Martedì 23 Agosto 2011 riprenderà per il terzo anno consecutivo il progetto di Pet therapy rivolto a disabili e minori con problemi relazionali. L’intervento, finanziato dall’Amministrazione Comunale di Montesilvano in collaborazione con l’Ufficio DisAbili, sarà condotto dall’equipe della Cooperativa Sociale Diapason Onlus di Chieti. L’Amministrazione comunale – spiega l’assessore alla Disabilità Pietro Gabriele – ha promosso ancora una volta questa iniziativa, che ha visto in questi anni la partecipazione di molti bambini. E’ stato ormai accertato che la presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente”. Le iscrizioni si effettueranno dal 25 Luglio 2011 fino al 12 Agosto 2011 presso l’Ufficio DisAbili del Comune, dalle ore 09,00 alle ore 11,00. Per poter presentare la domanda d’iscrizione è necessario avere la residenza nel Comune di Montesilvano ed un documento attestante disabilità grave o invalidità al 100% con accompagnamento. Nel progetto iniziale sono state definite quattro aree di possibile intervento, modificabili in base al tipo di problematiche manifestato dai singoli soggetti: incremento dell’ auto-controllo e gestione delle emozioni; incremento della capacità di attenzione; miglioramento dell’espressione verbale e incremento della capacità di costruire relazioni con gli altri. Gli incontri si svolgeranno presso il Parco Giovanni Paolo II di Montesilvano a partire da martedì 23 Agosto 2011 e fino al 15 Settembre 2011, ogni martedì e giovedì pomeriggio con il seguente orario: • primo turno: dalle ore 17,00 alle ore 18,00 • secondo turno: dalle ore 18,30 alle 19,30 Il numero di partecipanti massimo previsto sarà di 24 utenti, suddivisi in 6 sottogruppi da 4 utenti ciascuno. Ad ogni turno parteciperanno pertanto 3 sottogruppi. In caso di richieste superiori al numero previsto, saranno applicati i criteri di priorità riportati nel regolamento ufficiale. per informazioni telefonare al numero dell'ufficio 0854481521 |
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ricordo invece che alle 18,00 dello stesso giorno cioe' sabato ci sarà a montesilvano pontile del mare integrazione e musica classica. |
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Progetto "Voucher Friendly |
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La Regione Abruzzo ha pubblicato l'Avviso relativo al Progetto "Voucher Friendly" il cui obiettivo è quello di offrire un aiuto economico alle donne impegnate nelle attività di cura (minori, anziani non autosufficienti, diversamente abili).
Sono destinatarie dei Voucher di servizio per la conciliazione le donne che alla siano in possesso dei seguenti requisiti:
- siano residenti o domiciliate nel territorio regionale;
- siano lavoratrici dipendenti o autonome, anche con contratto di lavoro atipico e/o a tempo determinato, ovvero inoccupate/disoccupate frequentanti una attività di formazione o titolari di una Borsa Lavoro/Tirocinio formativo, che si trovino nella condizione di dover assistere familiari o parenti acquisiti minori di età non superiore ai 12 anni compresi i minori adottati o affidanti conviventi, diversamente abili o anziani non autosufficienti;
- abbiano una situazione economico-patrimoniale dichiarata non superiore a € 16.000 se disoccupate e non superiore a € 30.000 se occupate, calcolata con il metodo ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente standard), mediante dichiarazione certificata da idoneo Centro di Assistenza Fiscale autorizzato).
Il contributo è incompatibile con eventuali altri benefici.
L'importo mensile del Voucher è fissato in max € 300 cadauno. Le spese sostenute dalle destinatarie sono riconosciute per una durata complessiva massima di 6 mesi, a partire dall'ammissione al beneficio e comunque non oltre il 31/01/2012.
Le spese ammissibili al fine dell'erogazione dei voucher sono le seguenti:
* spese, regolarmente quietanzate, per servizi di assistenza, cura ed accompagnamento ai minori, diversamente abili, anziani non autosufficienti (baby sitter, badanti, assistenti); * spese, regolarmente quietanzate, per rette e servizi a pagamento per asili nido, centri estivi attività extrascolastiche e doposcuola, centri ludico-ricreativi; * spese, regolarmente quietanzate, di trasporto e mensa collegate alle attività prescolastiche e scolastiche; * spese, regolarmente quietanzate, per assistenze domiciliari, servizi di cura e assistenza, case di riposo, case di cura e ricovero, centri di accoglienza e similari; * spese, regolarmente quietanzate, per centri di assistenza psico-motoriori abilitativi.
La domanda deve essere inoltrata, a partire dal 27 Luglio e fino al 16 Agosto 2011, alla: Regione Abruzzo Direzione Regionale Politiche Attive del Lavoro Formazione ed Istruzione Politiche Sociali - Via Rieti, n. 45 Pescara
BANDO
MODULO DI DOMANDA |
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Denuncia dell'Associazione Diritti Diretti - Categorie protette, A Chieti richieste per addetti espl |
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Lanciano, servizio TGMAX del 29 luglio 2011. Chieti: offerte di lavoro inadeguate a casi più gravi di disabilità in Provincia di Chieti. Dopo il servizio denuncia del Tg1, chiarezza al TGMAX con l'associazione 'Diritti Diretti' di Simona Petaccia e il presidente dell'ente Enrico Di Giuseppantonio: "C'è carenza legislativa". “Che si tratti di semplice ignoranza o di mera provocazione, di certo lascia sconcertati e indignati la notizia che nella lista pubblicata dalla direzione provinciale del lavoro di Chieti relativa alle aziende che mettono a disposizione posti di lavoro per le categorie protette, compaiono richieste per la fabbricazione di esplosivi e munizioni o per figure professionali di minatori e di gruisti. Tutti impieghi, ovviamente, difficilmente proponibili a persone che fruiscono della L. 68 del 1999, ovvero con handicap invalidanti a cui spetta il 7% d’obbligo”. Lo si legge in una nota di Amalia Schirru, deputata Pd. “Un grave episodio che suona come una beffa, solo uno dei tanti, volti a demolire l’assunto di una buona legge a tutela del diritto al lavoro per i più deboli; un attacco esplicito, che meriterebbe pertanto un’esemplare e rapida presa di posizione. La legge in questione, lo sottolineo, deve essere adottata capillarmente, su tutto il territorio e per tutte le aziende, ma in modo preciso ed appropriato, ossia tenendo conto delle capacità residue e personali del lavoratore disabile e ben valutando l’inserimento dei normodotati e delle categorie protette ai sensi dell’art. 18 in quanto familiari orfani di deceduti sul lavoro. Appurate le responsabilità di questa specifica situazione, dell’istanza delle imprese o delle risposte del Centro Servizi per l’Impiego, si dovrebbe arrivare a chiedere al Ministero la predisposizione dell’elenco completo delle aziende che non possono offrire lavori con mansioni adeguate alle capacità residue e personali del lavoratore disabile. Un esempio concreto di queste situazioni si verifica nelle imprese edili, di trasporti, delle compagnie aeree, dove le persone disabili, compatibilmente appunto con il proprio tipo e grado di disabilità, devono essere impiegate in ruoli confacenti alla propria condizione, lo ribadisco, sulla base delle proprie competenze, certo, ma anche delle proprie caratteristiche fisiche e mentali, con le dovute distinzioni. Basta solo volontà e raccordo tra offerta e domanda di lavoro. Da parte delle Istituzioni, delle Asl, dell’Inps, dei Centri per l’impiego, si deve predisporre come da legge, per ciascun invalido, il proprio profilo personale, con abilità e capacità da spendere nel mercato del lavoro.” Fonte: disalblog.it 30/07/2011 |
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L'INAIL di Pescara punto di riferimento per la disabilità in Abruzzo |
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Nella città abruzzese, infatti, l'ente si è reso tra l’altro disponibile ad aprire uno sportello all'interno della propria sede, rivolto non solo alle persone vittime di infortuni sul lavoro, ma anche a tutte le altre persone con disabilità. Lo si è detto nel corso dell'inaugurazione della mostra di pittura di Antonio Del Mastro, cui ha partecipato il presidente della Provincia di Pescara e i rappresentanti del Movimento per la Vita Indipendente dell'Abruzzo L'inaugurazione della mostra di Antonio Del Mastro, presso l'INAIL di PescaraÈ stata inaugurata il 19 luglio, presso l'INAIL di Pescara, la mostra di pittura di Antonio Del Mastro, persona che ha sempre nutrito questa passione sin da molto giovane e che trovatosi in carrozzina, a seguito di un incidente sul lavoro, ha potuto iniziare "una nuova vita", pur tra tante difficoltà, proprio grazie a questo suo hobby. La mostra si è potuta realizzare grazie a Paola Durastante, direttrice dell'INAIL di Pescara e persona molto vicina al mondo della disabilità, come ha ben dimostrato l'invito rivolto al Movimento Regionale per la Vita Indipendente, rappresentato da Claudio Ferrante, da Camillo Gelsumini e da chi scrive, che nel Movimento stesso si occupano rispettivamente di barriere architettoniche, disabilty management e assistenza. L'inaugurazione è stata presieduta da Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara, che ha dichiarato come «queste manifestazioni siano importanti per una persona che deve ricostruirsi una vita diversa» e ha elogiato l'INAIL per l'assistenza non solo riabilitativa, ma anche sociale che dedica alle persone vittime di infortuni. Testa ha dichiarato poi che se Del Mastro lo vorrà, la Provincia di Pescara metterà a sua disposizione l'atrio della sede provinciale per riproporre l'esperienza e ha ricordato infine che la Provincia pescarese è stata la prima in assoluto ad aprire in una delle sue sedi uno sportello sulla disabilità, gestito proprio da Camillo Gelsumini, per permettere alle persone in difficoltà di trovare delle persone "disabili" competenti nel dare loro aiuto e suggerimenti validi di supporto affinché i vari problemi possano essere risolti pi ù facilmente. Dal canto suo, anche Paola Durastante si è resa disponibile a un eventuale sportello all'interno della sede INAIL, naturalmente accessibile non solo alle disabilità per cause lavorative, ma anche a tutte le altre. Si è poi soffermata sul Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio (Bologna), struttura nata per gli infortunati sul lavoro, ma che per legge può accogliere anche gli invalidi civili assistiti dal Servizio Sanitario Nazionle e i Cittadini privati provenienti dall'Italia e dall'estero. Il Centro bolognese applica un particolare modello operativo che - considerando la persona nella sua globalità - mira a valorizzarne le abilità e a favorirne il recupero del massimo livello di autonomia possibile. Autonomia e reinserimento, infatti, sono i princìpi a cui esso ispira tutta la sua attività. Come rappresentanti del Movimento per la Vita Indipendente dell'Abruzzo, abbiamo apprezzato molto quanto dichiarato da Paola Durastante e auspichiamo che possa nascere anche nella nostra Regione un Centro come quello di Vigorso di Budrio, per far sì che non si debba andare troppo lontano per ottenere un'assistenza mirata e completa, utile al reinserimento lavorativo nella società. Per questo ci siamo ripromessi di riprendere questo discorso di collaborazione, pensando anche al fatto che la presidente dell'INAIL di Pescara è certamente una delle più valide sostenitrici dell'approvazione di una Legge Regionale sulla Vita Indipendente. di Nicolino Di Domenica - Responsabile del Movimento per la Vita Indipendente dell'Abruzzo e vicepresidente dell'AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) di Lanciano (Chieti). Fonte: superando.it 25/07/2011 |
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Gmg 2011, a Madrid ultimi dettagli per l'accoglienza dei giovani con disabilità |
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Quasi 420 mila pellegrini iscritti alla Giornata mondiale della gioventù che vedrà Benedetto XVI nella capitale spagnola. L'Italia è il primo paese straniero per presenze. L'Unitalsi prepara l'accoglienza per i pellegrini con disabilità
ROMA - Quasi 420mila gli iscritti ufficiali alla Gmg 2011 di Madrid: la capitale spagnola vedrà fra poco meno di un mese la festa della gioventù cattolica e l'Unitalsi prepara l'accoglienza dei pellegrini con disabilità che raggiungeranno la Spagna. Gli italiani ufficialmente iscritti sono quasi 90 mila, ma se ne attendono molti di più. "E' chiaro - dice Salvatore Pagliuca, Presidente Nazionale dell'Unitalsi, unica associazione straniera a svolgere il servizio di accoglienza per i disabili durante le giornate mondiali della gioventù - che la vicinanza tra i due paesi contribuirà ad aumentare il numero già alto di fedeli che raggiungeranno Madrid". "Credo che una presenza così numerosa di questi tempi, sia un segnale forte, che i giovani cattolici stanno lanciando, quello di non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà dei nostri giorni e di coltivare con coraggio desideri grandi di fraternità, di pace e di speranza, fondamentali per affrontare con serenità il cammino della loro vita". "In collaborazione con la Diocesi di Madrid - spiega - stiamo predisponendo ogni dettaglio perché i nostri fratelli disabili vengano accolti adeguatamente per vivere l'emozione di un grande religioso come quello di Madrid".
Intanto a Madrid fervono i preparativi e l'Unitalsi informa che martedì 16 agosto alle ore 11:00 al Parque El Retiro nel centro di Madrid alla presenza del Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute SE Mons. José Luis Redrado, inaugurerà lo spazio dedicato alle associazioni che si occupano di disabilità, dove l'Unitalsi, unica associazione non spagnola presente all'interno dell'area, allestirà un proprio stand per la promozione dell'associazione. Alla cerimonia saranno presenti per l'Unitalsi: il Presidente Nazionale, Salvatore Pagliuca, il vice Presidente Nazionale Dante D'Elpidio e il vice Assistente ecclesiastico Don Danilo Priori |
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