Mobilità e Trasporti

NEI PARCHEGGI PER DISABILI CI SI PUÒ FERMARE: BOCCIATO IL DISPOSITIVO TOMMY

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Parere negativo del ministero dei Trasporti,che nega l'autorizzazione richiesta dal comando dei
vigili del I municipio per la sperimentazione del "dissuasore". Nicoletti: "Battaglia persa: troppo
difficile per un disabile esigere diritti"
ROMA - Il ministero per le Infrastrutture e i Trasporti dice no al dissuasore "Tommy": sarà
smontato domani, come da programma, il dispositivo installato sotto casa di Gianluca Nicoletti e di
suo figlio Tommy, a cui l'iniziativa si è ispirata. Ma, diversamente da quanto si era programmato, la
sperimentazione non continuerà, né potranno essere installati gli altri prototipi ideati da Aci
Consult, in collaborazione con Insettopia, per denunciare e contrastare il malcostume
dell'occupazione abusiva dei posteggi riservati ai disabili. E' stato infatti emesso dal ministero e
pubblicato su Quattroruote il parer negativo rispetto a questi dispositivi. La sosta non è consentita,
ma la fermata sì, purché sia breve: questo il motivo principale del diniego, con cui il dicastero ha
risposto alla richiesta di autorizzazione avanzata dal comando dei vigili del I municipio.
"Trattandosi di aree destinate alla riserva di sosta - spiega il ministero - non sembrerebbe preclusa la
possibilità, qualora non fossero occupate dal titolare, di essere utilizzate per una semplice manovra
di fermata".A questa motivazione, se ne aggiungono altre due: primo, il meccanismo sarebbe
difficile da usare; secondo, si tratterebbe di una forma di occupazione di suolo pubblico. Deluso e
indignato Gianluca Nicoletti: "Possibile che il diritto di un disabile sia così difficile da esigere?
Perfino il suo parcheggio diventa oggetto di contesa, non ha diritto neanche a quei due metri
quadrati: anzi, da domani non potremo chiamare neanche i vigili, quando troveremo il nostro posto
occupato da qualcuno che si era fermato ‘solo cinque minuti'. E' chiaro, manca la sensibilità,
l'attitudine: un disabile non trova nessuno che appoggi una sua rivendicazione". Questa del
dispositivo, poi, voleva essere soprattutto una campagna di sensibilizzazione, per "richiamare l'
attenzione dei ‘distratti' - precisa Nicoletti - i quali tranquillamente occupano gli stalli nominali
assegnati ai disabili, per superficialità, per incuria, perché nessuno ha mai spiegato loro con
sufficiente chiarezza e convincimento quale sia il diritto di un disabile ad avere delle facilitazioni
che compensino i suoi problemi a muoversi per le città, come fa qualsiasi altra persona. La risposta
istituzionale è desolante - ribadisce - perché in senso lato giustifica chiunque lasci la macchina
impropriamente parcheggiata nelle strisce gialle". Il "cancelletto" istallato in via sperimentale,
peraltro, "sarebbe stato solo il primo prototipo -chiarisce Nicoletti - necessario per richiamare
attenzione a una campagna soprattutto. Il ‘dissuasore' definitivo, che era stato progettato come una
colonnina tecnologica, non avrebbe avuto una funzione di ‘barriera', ma di segnalazione dell'abuso
tramite un sensore collegato al permesso individuale del disabile. Una risposta burocratica
sicuramente corretta ai termini del regolamento - riconosce Nicoletti - ma che rivela un vuoto
normativo enorme. Impossibile considerarsi un paese civile e fingere che non esista il problema
della totale mancanza di senso civico nei confronti del disabile che ha diritto di circolare. Il
legislatore dovrebbe tenere conto che il livello di sensibilità verso i disabili si è evoluto
enormemente da quando queste regole sono state emanate". In conclusione, "considero quella sui
parcheggi una battaglia culturale al momento persa e mi dispiace. Altri comuni avevano già chiesto
di entrare a far parte del progetto, tantissimi disabili avevano scritto sentendo per la prima volta che
qualcuno si era accorto della quotidiana frustrazione di dover reclamare un loro sacrosanto diritto.
Pazienza, torneremo a discutere con tanti bravi signori e signore che ci diranno che avevano fretta,
che avevano da fare, che si erano fermati solo un momento, che alla fine il disabile forse sarebbe
meglio che il disabile se ne stesse a casa. Non potremo nemmeno protestare, possono farlo
tranquillamente: il ministero ha dato loro ragione". (cl)
(18 giugno 2014)
Fonte: SuperAbile.it

Contrassegno europeo: manca solo la Gazzetta Ufficiale

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Contrassegno europeo: manca solo la Gazzetta Ufficiale

 

Dopo infatti che il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera, manca solo l’ultimo passaggio per risolvere l’annosa questione del mancato adeguamento, da parte dell’Italia, al contrassegno europeo delle persone con disabilità. E quando questo succederà, nei Paesi che hanno aderito alla Raccomandazione Europea del 1998, non si rischierà più di prendere la multa

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Arriva il pass invalidi europeo

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Arriva il pass invalidi europeo

Arriva il via libera all’adozione del contrassegno europeo per la sosta dei veicoli al servizio degli invalidi e la soppressione reale della targa ripetitrice dei rimorchi. Ma anche la definizione delle nuove formalità da espletare quando i veicoli sono utilizzati da soggetti diversi dagli intestatari per un periodo superiore a trenta giorni. Sono queste le interessanti novità contenute in due distinti schemi di dpr che saranno esaminati oggi dal Consiglio dei ministri. Le norme contenute negli schemi normativi costituiscono attuazione delle disposizioni introdotte dalla legge di riforma stradale n. 120/2010.

Con un primo dpr verrà disciplinato il modello di permesso invalidi europeo. Il contrassegno comunitario è già stato adottato da tempo da molti stati dell’unione europea. Sul modello di colore azzurro chiaro, con il simbolo bianco della sedia a rotelle su fondo azzurro scuro, saranno trascritti e apposti la data di scadenza, il numero di serie e il nome e il timbro dell’autorità nazionale che rilascia il contrassegno e nella parte retrostante, non visibile, il nominativo e la fotografia del soggetto autorizzato. Il titolare può fruire delle facilitazioni di sosta in tutti gli stati membri dell’unione europea che hanno aderito alla raccomandazione, comunque con l’obbligo di rispettare le specifiche disposizioni di ogni singolo Paese. L’Italia non ha finora dato seguito alla raccomandazione 98/376/Ce. Tuttavia, grazie alla riforma stradale del 2010, si sono poste le basi pe r adottare il contrassegno uniforme europeo per la sosta dei disabili. Infatti, l’art. 58 della legge n. 120 del 29 luglio 2010 ha modificato l’art. 74 del decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), sopprimendo il divieto di usare diciture o simboli, dai quali si può desumere la speciale natura dell’autorizzazione per effetto della sola visione del contrassegno.

Queste nuove disposizioni, in vigore dal 13 agosto 2010, hanno eliminato gli ostacoli normativi all’adozione in Italia del contrassegno europeo per invalidi. Restava da compiere però un ultimo passo, ovvero l’emanazione di un decreto del presidente della repubblica, che, modificando l’art. 381 del regolamento di esecuzione e attuazione del codice della strada, recepisca la raccomandazione 98/376/Ce.

Il testo all’esame del governo, oltre a introdurre nell’ordinamento interno il contrassegno invalidi comunitario, che dovrà essere esposto nella parte anteriore del veicolo, prevede altre importanti novità per i veicoli al servizio di persone invalide. Infatti, le modifiche dell’art. 381 prevedono anche che il comune possa stabilire la gratuità della sosta per i disabili nei parcheggi a pagamento nel caso in cui gli appositi spazi riservati siano già occupati o indisponibili. Viene poi modificata la segnaletica stradale, per conformarla al simbolo previsto dalla raccomandazione 98/376/Ce. Entro tre anni dall’entrata in vigore del dpr i vecchi modelli di contrassegno invalidi dovranno essere sostituiti dal nuovo contrassegno salvo che i comuni stabiliscano un periodo inferiore a tre anni. Durante il periodo transitorio i permessi invalidi già rilasciati resteranno validi. [...]

fonte: italiaoggi.it - m.a/r.f

30/05/2012

Abilitycar a Vallelunga

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Abilitycar a Vallelunga

 

Evento all’insegna dello sport motoristico e della sicurezza stradale, tutto dedicato alle persone con disabilità, “Abilitycar a Vallelunga” terrà la sua seconda edizione il 20 giugno, presso l’autodromo romano, sempre a cura di “Abilitycar”, servizio di consulenza automobilistica della UILDM Laziale (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare)

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L'importanza dell'educazione a una guida sicura

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L'importanza dell'educazione a una guida sicura

Molta buona teoria, ma anche prove pratiche di simulazione in una preziosa struttura vicina ad Ascoli Piceno - il Parco Scuola Guidoland - per diffondere presso i giovani delle scuole la cultura della sicurezza stradale. Perché, come sempre ricordano la FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici) e l'APM (Associazione Paraplegici delle Marche) - che sono stati tra gli organizzatori della giornata del 28 aprile a Maltignano - la maggior parte delle lesioni midollari, in Italia, è di origine traumatica e provoca disabilità motorie molto gravi soprattutto a persone giovani e giovanissime, proprio a causa - sempre più frequentemente - di incidenti stradali
Alcuni partecipanti alla giornata di maltignano (Ascoli Piceno), nel Parco Scuola Guidoland
Alcuni partecipanti alla giornata di maltignano (Ascoli Piceno), nel Parco Scuola Guidoland
La maggior parte delle lesioni midollari, in Italia, è di origine traumatica e provoca disabilità motorie molto gravi. Ad essere coinvolte sono soprattutto persone giovani e giovanissime - per lo più tra i 18 e i 25 anni - a causa, sempre più frequentemente, di incidenti stradali.
Per contrastare dunque l'elevato numero di questi ultimi - nei quali sono spesso coinvolti proprio i giovani - diffondendo la cultura della sicurezza stradale e l'importanza della formazione, anche a favore di chi è già in possesso della patente, la FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici), l'APM (Associazione Paraplegici delle Marche), l'Ufficio V dell'Ambito Territoriale di Ascoli Piceno-Fermo, l'Ufficio Scolastico Regionale per le Marche e la Provincia di Ascoli, in collaborazione con Enti e Istituzioni quali l'ACI (Automobile Club d'Italia), l'UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole Studi Consulenza Automobilistica), la CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana), il Comune di Maltignano e quello di Ascoli, hanno organizzato il 28 aprile scorso a Maltignano (Ascoli Piceno) il principale evento regionale all'interno delle iniziative programmate per la Giornata Nazionale delle Persone con Lesione al Midollo Spinale (celebrata il 4 aprile scorso) (sull'iniziativa si legga anche la presentazione, nel nostro sito, cliccando qui).
L'evento ha avuto luogo al Parco Scuola Guidoland, complesso multifunzionale e multiprodotto, inaugurato nel 2011, progetto nato proprio dall'idea di sensibilizzare i più giovani a sviluppare una cultura dell'educazione stradale,per evitare l'incidentalità attraverso l'acquisizione di comportamenti funzionali e rispettosi per sé e per gli altri. Una struttura davvero preziosa, capace di ospitare, oltre alle manifestazioni motoristiche, grandi eventi e attività di formazione di ogni tipo, sempre all'insegna della guida sicura.

A portare la testimonianza dell'APM, durante la giornata, è stato il presidente dell'Associazione, Roberto Zazzetti,che ha ricordato quanto sia importante fronteggiare gli imprevisti e gestire al meglio le situazioni critiche che ogni giorno si affrontano in auto, sottolineando in particolare - con linguaggio diretto - l'importanza di una corretta scelta e manutenzione degli pneumatici più adatti, anche a seconda delle diverse stagioni.
«Oltre poi a ricevere una serie di utili informazioni- spiega Simona Flammini, referente dell'Ufficio V dell'Ambito Territoriale di Ascoli Piceno-Fermo - gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Provincia, che hanno partecipato all'incontro, hanno potuto svolgere attività specifiche di simulazione, incentrate sulla sperimentazione in strada, proprio per apprendere le regole e i comportamenti responsabili e autonomi nel contesto cittadino. In particolare, grazie alle simulazioni del Centro di Guida Sicura ACI Vallelunga, i giovani hanno potuto conoscere realmente i rischi della strada e acquisire le corrette tecniche di guida, dominando le reazioni istintive in caso di pericolo e imparando anche ad adottare le posture al volante fisiologicamente più sane».
«Perché sapere "come fare" - conclude Flammini - può semplificare la vita e al volante perfino salvarla. Senza dimenticare nemmeno che uno stile di guida corretto aiuta a inquinare meno e a ridurre gli stessi consumi, aspetti, questi, non certo trascurabili». (S.B.)
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Ultimo aggiornamento (venerdì 04 maggio 2012 17:04)

 

De acetis